L\’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo della scrittura e della comunicazione e sta approdando anche a scuola. A volte ufficialmente, grazie a progetti pilota, altre volte…no. Nel 2024 si sono moltiplicati i report che segnalano l\’aumento esponenziale di strumenti, primo fra tutti ChatGPT, usati dagli studenti come supporto un po\’ troppo spinto nella realizzazione dei compiti, sia nelle materie umanistiche che nelle scienze e nella matematica. Capire se un testo è scritto da ChatGPT è diventato quindi fondamentale, ma non soltanto per insegnanti e docenti.
Riconoscere uno stile autentico da uno artificiale è importante per ognuno di noi. Vogliamo evitare di farci manipolare dall\’ennesimo guru di turno, giusto? Da chi si mostra un\’autorità nel campo X (in particolare nella creazione di contenuti!) e poi non rilegge ciò che delega a ChatGPT? Bene, in questo articolo troverai molti consigli pratici, che sono il frutto della mia esperienza: studio e sperimento con l\’intelligenza artificiale da ben prima che scoppiasse il caso ChatGPT e di cose…ne ho viste! Qui insieme affronteremo quindi:
- Che cosa accomuna i testi scritti da ChatGPT
- Strumenti per rilevare il plagio
- Focus insegnanti
- Focus social media
- Educarsi ed educare a un uso etico
DISCLAIMER: l\’unico modo per capire davvero come funziona una cosa è conoscerla e questo vale sempre. Ecco perché è importante avere una buona formazione sull\’intelligenza artificiale e soprattutto…usarla e sperimentare! Se stai muovendo i primi passi in questo mondo ti consiglio di andare anche agli articoli “Che cos’è l’intelligenza artificiale generativa?” e “Come fare richieste a Chat GPT: guida all’uso dei prompt“.

Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell\’uso etico e utile dell\’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e corsi.
Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, giornalisti che usano l\’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.
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Che cosa accomuna i testi scritti da ChatGPT?
L\’IA e, quindi, strumenti come ChatGPT (ma ce ne sono molti altri!) è un grandissimo supporto al nostro lavoro e anche alla nostra vita personale. Ma se vogliamo che ci sia utile e si trasformi in un nostro potente alleato, in grado di aumentare la nostra creatività e la qualità del nostro lavoro, dobbiamo sempre ricordarci che al comando ci siamo noi. La vera differenza la fa sempre più chi sa usare l\’IA in modo etico, non chi la usa e basta, facendo copia e incolla.
E di copia e incolla ti assicuro che ne sono tanti in giro, non solo sui social. Partiamo allora da qui: se stai leggendo un testo – articolo, post sui social o newsletter – e ti sembra che ci sia qualcosa di strano, oppure se ti imbatti in un contenuto di un professionista che conosci e suona molto diverso dal solito, potresti aver incontrato un pezzo scritto da ChatGPT senza alcuna (attenta) revisione…umana. Ecco allora i segnali principali:
Il tono
I testi generati dall\’intelligenza artificiale hanno qualcosa che gli esseri umani non riusciranno mai a raggiungere – per fortuna: la neutralità! Anche in un lavoro come il mio, cioè quello di giornalista, è molto difficile condurre una narrazione completamente neutrale. Ed è normale che sia così.
Un esempio pratico? Una giornalista che sta facendo la cronaca di un fatto lascia trasparire, anche senza rendersene conto, la sua opinione attraverso un aggettivo o una particolare struttura grammaticale. Un testo scritto da ChatGPT rimarrà invece neutrale, privo di giudizio e, sicuramente, senza personalità.
Mancanza di approfondimento e originalità
L\’IA non crea, non pensa, non è originale. Riassume e rielabora. Ecco (anche) perché i suoi contenuti mancano di personalità e della ricchezza che deriva dall’esperienza. Troverai ragionamenti sempre più complessi e la risoluzione di problemi matematici, come quelli che è in grado di fare ChatGPT nella sua versione più recente. Ma non le riflessioni critiche e i commenti personali: per quello dovrai usare l\’unico strumento che conta davvero, cioè il tuo cervello.
La ripetizione
ChatGPT tende a ripetere concetti o parole chiave più del necessario. Anche se l\’IA migliora ogni giorno, la ripetitività resta un problema frequente. Anche qui ti faccio un esempio concreto. Se chiedi a ChatGPT di generare un testo per un tuo post su Instagram e poi di rielaborarlo per farne un articolo sul tuo blog, per allungare il testo userà troppe ripetizioni. Il contenuto suonerà quindi pesante, ridondante.

Strumenti per verificare se un testo è scritto da ChatGPT
Ci sono molti strumenti che rilevano con quanta probabilità un testo è stato scritto da ChatGPT o da un\’altra intelligenza artificiale: da NoPlagio.it a Grammarly. Ma questi tool rilevano appunto la probabilità: ecco perché, se necessario, è importante che sia tu, in prima persona, ad acquisire le skill utili per distinguere un testo autentico da uno artificiale.
Adesso ti darò alcuni spunti e suggerimenti per capire in autonomia davanti a che tipo di testo ti trovi, in base al tuo settore.
Come identificare i compiti svolti con ChatGPT
Se sei insegnante, riconoscere i compiti svolti con ChatGPT è una vera e propria sfida, ma ci sono alcune strategie particolarmente efficaci per “smascherarli”.
Confrontare i compiti
Fai un confronto tra i compiti scritti dallo stesso studente o dalla stessa studentessa: se noterai un improvviso cambiamento di stile e di tono di voce, non giustificato da un reale percorso seguito, allora la probabilità che si siano fatti aiutare da ChatGPT è alta.
Diffidi dalla perfezione
Se il compito è davvero troppo perfetto, forse c\’è qualcosa che non va. Non sempre, ovviamente! Sta a te valutare caso per caso.
Usa la tua creatività
Se proporrai compiti e farai domande che implicano riflessioni personali o esperienze dirette, eviterai a monte un uso non efficiente dell\’IA.
Quando navighi sui social media
Il mondo dei social pullula di contenuti generati dall\’IA. Per non farti ingannare, tieni d\’occhio:
- Testi ripetitivi
- Maiuscole nel mezzo della frase
- Troppe icone nel testo
- CTA standard, viste e riviste

Come educare all\’uso etico di ChatGPT
Comprendere che cosa significa usare l\’intelligenza artificiale in modo etico è fondamentale. E altrettanto fondamentale è insegnare a farlo. Se sei insegnante, è importante che l\’educazione all\’uso consapevole dell\’IA faccia parte del tuo programma di lezioni.
Così come ognuno di noi deve auto-allenarsi a usare questi strumenti in modo utile: insomma, educa te stesso e gli altri, anche i tuoi figli se ne hai. Io lo faccio con i miei: ogni ricerca assegnata è un\’occasione per ricordare che ChatGPT non è un motore di ricerca e neanche un ghost writer!
Gli strumenti di \’intelligenza artificiale sono potenti e grandi alleati, se usati con etica. Per approfondire l\’argomento vai agli articoli “Gli stereotipi nell’intelligenza artificiale: rischi e soluzioni” e “Stereotipi di genere nell’intelligenza artificiale: come rilevarli?“.
E adesso, una tabella in cui trovi la sintesi dei campanelli d\’allarme per capire se un testo è scritto da ChatGPT:
| Caratteristiche | Testi umani | Testi di ChatGPT |
| Tono | Vario, personale, emotivo | Neutrale e generico |
| Ripetitività | Poca, vai stili | Ripetizioni frequenti |
| Originalità | Alta: il testo riflette intuizioni e pensiero critico | Assente o molto bassa |
E ora dimmi…secondo te ho scritto questo articolo con Chat Gpt? Fammelo sapere nei commenti!
Articolo davvero utile, grazie Teresa. Insegno alle superiori e negli ultimi mesi sto vedendo compiti “improvvisamente perfetti” che non assomigliano per niente allo stile abituale dei ragazzi. Mi è piaciuto molto il suggerimento di lavorare su tracce che richiedano esperienze personali e riflessione critica: è concreto e applicabile subito. Sto iniziando anche a far vedere agli studenti qualche risposta di ChatGPT per analizzarla insieme, evidenziando proprio neutralità e ripetitività. Secondo te, ha senso rendere esplicito in classe che l’IA può essere usata come supporto (per esempio per fare brainstorming) purché dichiarata, o rischia di legittimare troppo il “copia e incolla” che giustamente critichi?
Ciao Cristian, mi fa davvero piacere leggerti. E ti ringrazio per la domanda, anche perché credo che si possano ritrovare molte persone. La mia risposta breve è sì ma ti dirò, credo che NON farlo sia il rischio maggiore. Quando l’uso dell’IA rimane implicito, i ragazzi la usano comunque, nascondendolo, per di più senza strumenti critici. Quando invece la rendiamo esplicita, trasformiamo l’IA in uno strumento e anche in un oggetto di studio e di attenzione.
C’è però una distinzione che mi sembra fondamentale: tra usare l’IA prima del pensiero e usarla dopo. Il brainstorming con ChatGPT, come dici anche tu, è un’ottima palestra, purché arrivi dopo una prima elaborazione personale, anche solo di pochi minuti. Altrimenti non è brainstorming, è delega in bianco e ci toglie quella piccola ma magica scintilla che troviamo nell’inizio di ogni processo creativo.
Quello che stai già facendo è una pratica potente e anzi mi piacerebbe vedere sempre di più farlo a scuola.
Non credo che il “dichiarato” legittimi il copia-incolla: legittima la consapevolezza. E quella, alla fine, è la competenza che vogliamo davvero trasmettere. Tienimi aggiornata sulle vostre sperimentazioni!