Come fare richieste a Chat GPT: guida all’uso dei prompt

Tutti ne parlano, alcuni sperimentano e altri l’approcciano con diffidenza. A poco più di un anno dal suo lancio, Chat GPT è ancora l’intelligenza artificiale generativa più famosa in Italia. Eppure, l’offerta si è arricchita e ci sono molte altre alternative, gratuite e a pagamento. Vero è anche che questo chatbot resta a oggi (dicembre 2023) lo strumento migliore per la creazione di contenuti. Ma che cos’è esattamente e perché importante sapere come fare richieste a Chat GPT?

Chat GPT è un modello artificiale basata sul linguaggio e in grado di generare testi, analisi e di elaborare contenuti creativi. È uno strumento in grado di supportare diverse professioni: dal giornalismo al blogging, dal marketing all’istruzione o al copywriting. Può anche scrivere libri, come sostengono in molti? In un certo senso…sì. Ma questo tema meriterà un articolo a sé.

E allora torniamo al punto: proprio perché si basa sul linguaggio, la chiave per sfruttare al meglio Chat GPT (così come tutte le intelligenze artificiali generative), sta nel linguaggio stesso. Il tipo di conversazione che abbiamo con la macchina fa tutta la differenza: hai mai sentito la frase “Garbage in, garbage out” (se metti spazzatura, avrai spazzatura)? In sostanza: il risultato che avrai dal tuo chatbot dipenderà da come conversi con lui. In questo articolo vedremo proprio come fare richieste a Chat GPT in modo da ottenere i risultati migliori per noi. Alla fine avrai la tua guida all’uso dei prompt (e qualche mio consiglio personale). E, fra l’altro, tutto ciò che leggerai non varrà soltanto per Chat GPT: queste regole valgono per qualsiasi IA generativa.

Teresa Potenza

Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali.

Faccio parte di JournalismAI, network di giornalisti che usano l’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics.

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Che linguaggio usare con Chat GPT? E quale lingua?

Ormai non è più necessario dialogare con Chat GPT in inglese, perché comprende benissimo la lingua italiana. Se però utilizzi DALL-E (disponibile nella versione PLUS del chatbot), al momento è più performante in inglese – ma ci vorrà poco perché si adegui. Una precisazione sulla versione PLUS: se il tuo obiettivo è la creazione di contenuti scritti, non c’è alcun motivo per abbonarsi perché anche quella gratuita offre ottimi risultati. La differenza sta nelle funzioni – ma, appunto, dipende dalle tue necessità.

Torniamo al linguaggio: quando fai le tue richieste a Chat GPT, devi semplicemente essere naturale. Saranno le indicazioni che darai al chatbot a fare la differenza. Se, però, hai bisogno di usare un gergo tecnico e specifico, allora utilizzalo anche nel prompt. Del resto, anche noi utilizziamo registri e toni diversi a seconda di chi abbiamo davanti, giusto?

Ma che cosa sono i prompt?

Il prompt è l’insieme di indicazioni che dai al chatbot, quando chiedi di generare un contenuto (scritto, audio o visivo che sia). Più le istruzioni saranno dettagliate, migliore sarà il risultato. C’è chi la definisce una vera e propria arte, altri che ne hanno già fatto un lavoro. Perché ricordiamolo sempre: l’IA renderà alcune professioni sempre meno richieste, ma ne farà anche nascere di nuove – così come succede sempre quando arrivano novità importanti. Certo è che non sarà l’IA a rubarci il lavoro: lo farà chi saprà usarla meglio di noi.

Prima di entrare in profondità nell’uso dei prompt, c’è un’altra premessa da fare: essere abile nel conversare con la macchina ti permetterà non solo di creare contenuti adatti e adeguati ai tuoi bisogni e di utilizzarla in moltissimi contesti professionali, ma ti offrirà anche nuove strade e potrà ispirarti idee a cui non avresti pensato – o forse sì, ma impiegando molto più tempo!

Ecco come creare un prompt.

Esistono davvero regole generali? Sì, esistono. Ma ce n’è una che è forse la più importante, perché sta alla base di una buona conversazione con il nostro chatbot: dobbiamo essere flessibili. Impariamo a parlare con l’IA, a capire il suo linguaggio, perché l’arte del prompting è davvero un linguaggio: ogni volta il risultato è diverso.

Detto questo, vediamo le linee guida fondamentali per creare un buon prompt.

Comprendere come fare richieste a Chat GPT è fondamentale per avere i risultati sperati.
Immagine generata da una IA

1 – Il contesto

Questo è il punto di partenza. Sembra banale, ma diciamoci la verità: ma ti assicuro che ho visto molte volte iniziare una conversazione con Chat GPT con una frase come “Parlami delle elezioni presidenziali statunitensi”. Ma questo è un prompt troppo generico, che non restituirà mai il risultato sperato.

Dobbiamo invece far sapere al nostro caro chatbot dove si trova e come dovrà comportarsi. Per riprendere il caso specifico, dovremmo iniziare il nostro prompt per esempio con “Sei un analista politico. Fornisci un’analisi delle elezioni presidenziali statunitensi [dell’anno X], focalizzandoti sui candidati e le rispettive piattaforme politiche”. In questo modo l’IA andrà a pescare solo le informazioni che si adattano a quel tipo di contesto.

2 – L’importanza dei dettagli.

Rendi il tuo prompt ricco di dettagli. Se fornirai a Chat GPT tutti gli elementi importanti per te (così come quelli che non dovrà inserire), il risultato ti sorprenderà.

3 – I compiti che assegnamo al chatbot

Una volta che hai dato contesto e dettagli, è arrivato il momento di spiegare a Chat GPT che cosa deve fare. Se per te è importante, per esempio, aggiungi anche il formato in cui vuoi il tuo contenuto: un articolo? Una tabella? Una poesia in rima?

4 – Le istruzioni.

Questa parte deve rispondere alla domanda: come? In questa fase puoi anche fornire tu dei modello: cioè mostrare all’IA qual è il risultato che vorresti ottenere. Ecco degli esempi pratici:

  • Scrivi una frase da cui emerga lo stile che cerchi.
  • Riporta un paragrafo di un tuo articolo de vuoi che riproduca il tuo tono di voce.
  • Fai riferimento a professionisti o personaggi specifici.
Pic by Daniel Thomas via @unsplash

5 – Il target e gli obiettivi.

Proprio così: target e obiettivi. Se usi l’IA generativa nel tuo lavoro, avrai sicuramente chiaro (e se non è così, è l’occasione giusta per rifletterci!) quale sia il tuo target e quali obiettivi vuoi raggiungere con il tuo contenuto. Ma questo, in realtà, non vale soltanto per la sfera professionale. Pensa a un meal planning: un conto sarà chiedere una pianificazione dei pasti generica, un altro conto sarà specificare che il tuo planning dovrà aiutarti ad aumentare la massa magra.

Allo stesso modo, se comunicherai a Chat GPT che il tuo target sono blogger di viaggi, avrai un certo risultato. E questo risultato sarà diverso se invece parlerai a copywriter.

Prompt lunghi, oppure brevi?

A questa domanda non c’è una sola risposta. Anzi, forse l’unica risposta è: sperimenta. Cerca di volta in volta come fare le tue richieste a Chat GPT. Che cosa faccio io? Dipende dal contenuto. Se è complesso e molto strutturato, preferisco suddividerlo in più prompt. Questo mi permette di entrare in un flusso di conversazione che a volte mi apre porte decisamente creative.

Se invece ho una richiesta semplice e breve (o, banalmente, ho poco tempo a disposizione…) utilizzo un unico prompt. In ogni caso, ti dò un consiglio personale: chiedi sempre a Chat GPT (o a qualsiasi altro chatbot) di suggerirti domande o di ispirarti come arricchire il tuo contenuto. Anche questo sarà un modo per aumentare la qualità.

Tu come usi Chat Gpt?

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