Come integrare l’intelligenza artificiale nel tuo flusso di lavoro

Produttività, gestione del tempo, competitività: alzi la mano chi non si scontra (quasi) ogni giorno con questi temi, soprattutto se siamo giornalisti freelance o blogger e dobbiamo fare i conti con la velocità di produzione dei contenuti. Senza contare che un business è costellato di tante task, dal brainstorming alle analisi del target, fino alle ricerche di mercato e non sempre riusciamo a stare dietro a tutte – o magari ci riusciamo, ma ci costa equilibrio mentale. Oggi, però, puoi avere un ottimo alleato al tuo business: se sai come integrare l’intelligenza artificiale nel tuo flusso di lavoro, non soltanto editoriale.

Ma che cosa significa? E come si fa? In questo articolo ti accompagno proprio in un percorso chiaro e molto pratico da cui potrai trarre ispirazione. E alla fine troverai una guida in 7 passi per creare il tuo team di intelligenza artificiale generativa, portandola nel tuo flusso di lavoro: e così, anche se oggi non hai le risorse economiche per investire in una vera squadra, potrai contare comunque degli ottimi alleati. Ecco allora che cosa affronteremo insieme:

  • Perché utilizzare l’IA generativa nel tuo lavoro e come farlo.
  • Esempi di task che puoi delegare all’intelligenza artificiale.
  • Gli assistenti virtuali.
  • Le sfide nell’integrazione dell’IA.
  • Pianificazione e strategia.

E adesso partiamo – e se vorrai una formazione completa, con una guida al tuo fianco, contattami. Tengo corsi su come integrare l’IA nel tuo flusso di lavoro e consulenze specifiche proprio su questo tema.

Teresa Potenza

Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali. Faccio parte di JournalismAI, network di giornalisti che usano l’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics e del Constructive Network.

Se vuoi fare un salto avanti e scoprire il tuo modo unico di parlare con l’IA, puoi lavorare con me in consulenza o nei miei workshop pratici.

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Ma che cos’è esattamente l’intelligenza artificiale generativa?

È un supporto. Proprio così: lasciamo stare scenari catastrofici – quelli del tipo “le macchine domineranno il mondo” – ma anche quelli paradisiaci – che promettono invece che “le macchine ci renderanno la vita meravigliosa. L’intelligenza artificiale generativa è un tipo di intelligenza artificiale, in grado di generare contenuti: che siano articoli o post, immagini o video, grafici o tabelle. Se vuoi saperne di più, vai al mio articolo “Che cos’è l’intelligenza artificiale generativa?“, dove troverai anche un mini-dizionario con i termini più importanti, spiegati in modo semplice.

L’importanza dell’IA generativa per giornalisti e blogger

L’IA non è più il futuro, ma è adesso: questo ormai è chiaro. E allora sta a noi utilizzarla, in modo efficiente per noi ma anche per dare valore alle persone: e questo sarà possibile solo se la useremo in modo utile ed etico. Ecco alcuni dei benefici che ritengo più importanti e che puoi trarre anche tu, portando l’intelligenza artificiale generativa nel tuo flusso di lavoro:

  • Aumenta la produttività: se deleghi compiti più automatici come la stesura di bozze e la creazione di metadati, risparmierai tempo prezioso da dedicare ad attività più creative o strategiche.
  • Migliora la qualità dei contenuti: se ti fai assistere nella ricerca di dati affidabili o nell’analisi dei trend o del tuo pubblico, potrai creare contenuti davvero utili.
  • Spinge la creatività: grazie a diverse tecniche di brainstorming, otterrai ottimi spunti per le tue idee e troverai nuove prospettive – superando anche i classici momenti di “blocco”.

Ecco come puoi integrare l’IA generativa nel tuo lavoro

Immaginati alla scrivania e pensa alla tua tipica giornata di lavoro. Se sei giornalista o blogger (ma anche copywriter…etc!) il tuo flusso è fatto di diversi compiti. Vediamo i principali:

  • Brainstorming.
  • Validazione dell’idea.
  • Analisi del target.
  • Ricerca di mercato o di trend.
  • Scrittura.
  • Revisione.
  • Ottimizzazione dei contenuti per vari formati e canali.

Ciascuno di questi può essere delegato a un tool di IA generativa: e ora vediamo come.

Pic by Jason Goodman via @unsplash

Il brainstorming

Quante volte dobbiamo iniziare un articolo e non sappiamo come? O vogliamo inviare una proposta a una testata, un blog o un cliente ma non abbiamo alcuna idea? L’intelligenza artificiale generativa ti può essere di grandissimo aiuto in questa fase del tuo lavoro, per generare idee o trovare angolazioni originali. Ma anche per sviluppare prospettive diverse da quelle che avevi già valutato.

Puoi utilizzare tool come ChatGPT o CharacterAI, una piattaforma che raccoglie chatbot che impersonano diversi personaggi: puoi chattare per esempio con Superman e Wonderwoman, come Albert Einstein e…Elon Musk, tanto per citarne alcuni.

L’analisi dei trend

Strumenti come Google Trends e Answer The Public ti aiutano a capire e a monitorare le tendenze delle tue persone: come? Per esempio, puoi identificare gli argomenti più popolari in uno specifico momenti, individuare dove si sta concentrando l’interesse e comprenderne le motivazioni.

L’ottimizzazione dei contenuti

Quando scriviamo un articolo, che sia per il nostro sito o per altre piattaforme, abbiamo spesso la necessità di promuovere quel contenuto anche su altri canali: pensa ai post sui social che puoi ricavarne o ai video che puoi trarne. Ma ogni canale ha il suo linguaggio e anche lunghezze diverse. Ecco allora che tool come ChatGPT, Gemini o Quicktools ti aiutano proprio in questo: ad adattare il contenuto.

Da un articolo puoi così avere: un post per Linkedin, un carosello per Instagram, uno script per il tuo video su Youtube e via discorrendo.

Gli assistenti virtuali

Qui ci troviamo davanti a sistemi progettati per simulare conversazioni umane o anche per “assistere”, quindi guidare le persone attraverso una serie di compiti. Anche questi si basano sull’apprendimento automatico che contraddistingue l’IA generativa e quindi, mentre apprendono, migliorano nel tempo. Ma allora qual è la differenza rispetto a strumenti come ChatGPT? Ecco una distinzione breve e semplificata.

Che cosa sono gli assistenti virtuali?

Sono progettati specificamente per rispondere in modo personalizzato a domande specifiche e per rendere “più umana” l’esperienza con l’intelligenza artificiale. Qualche esempio: l’assistente vocale Alexa o Google Assistant. E poi conosci forse anche Manychat, che viene tanto usato nei messaggi diretti sui social network, in sostituzione della persona che gestisce l’account: è simile agli assistenti virtuali, ma in realtà è una piattaforma, attraverso cui puoi creare chatbot per la messaggistica automatica – e sono questi chatbot a diventare il tuo assistente virtuale.

Gli assistenti virtuali, insomma, ti semplificano la vita ed eseguono comandi molto semplici e automatici, mentre i tool di IA generativa elaborano un’enorme quantità di dati utili a una gamma di applicazioni potenzialmente infinite.

Pic by Windows via @unsplash

Le sfide nell’integrare l’IA nel tuo flusso di lavoro

Portare l’intelligenza artificiale nel tuo flusso di lavoro può non essere semplice, soprattutto all’inizio. Tanto più che online trovi di tutto e corri il rischio di farti bloccare da un senso di sopraffazione. Ecco perché c’è un consiglio che do sempre, quando lavoro su questo tema: concentrati sui tuoi bisogni e sul tuo lavoro, sui compiti che puoi delegare alle macchine, non su quanti strumenti conosci e quante funzionalità usi.

Segui una formazione approfondita ma chiara e semplice, adatta a te: ti servirà per evolvere e per sviluppare e magari trasformare il tuo lavoro in modo sostenibile e utile alle tue esigenze specifiche.

E non tralasciare l’etica – anzi, questa deve essere la base. Ricorda che l’intelligenza artificiale apprende da noi esseri umani e dai miliardi di dati del web. Questo significa che, con tante informazioni utili, apprende anche gli errori, i pregiudizi e gli stereotipi che noi le trasmettiamo (io studio da tempo questi temi: per conoscere più a fondo questi aspetti puoi partire dagli articoli “Gli stereotipi nell’intelligenza artificiale: rischi e soluzioni“, “Generare contenuti con l’IA: le sfide etiche” e “Stereotipi di genere nell’intelligenza artificiale: come rilevarli?“).


La tua guida pratica all’integrazione dell’IA

Condivido qui con te i passi principali che ti guideranno nel capire che cosa fare per creare il tuo team con l’IA generativa.

1. La pianificazione

La pianificazione è fondamentale: guarda al tuo business e identifica le aree del flusso di lavoro che possono beneficiare dell’uso dell’intelligenza artificiale generativa.

2. Il mindset

L’approccio con cui ti formi e poi utilizzi l’IA è tutto. Ricorda che i tool non sono altro che tool: sono al tuo servizio, non devo non sopraffarti e neppure sostituirsi a te. Ecco perché è importante scegliere con attenzione anche il tipo di formazione da seguire.

3. La formazione

Come dicevamo più sopra, sul web trovi davvero di tutto. Che tu scelga una formazione gratuita o a pagamento, c’è una sola cosa a cui devi prestare attenzione: la sua affidabilità.

4. La scelta dei tool

Esistono migliaia di strumenti di IA generativa, ognuno con i suoi pro e contro: sta a te valutare quale fa al caso tuo.

5. La strategia

ntegra gradualmente l’IA nel tuo flusso di lavoro, iniziando da attività semplici e aumentando la complessità man mano che acquisisci familiarità con gli strumenti.

6. L’integrazione

Ti consiglio di integrare l’IA nel tuo flusso di lavoro in modo graduale. Inizia da attività semplici o divertenti – per me, per esempio, è il brainstorming – e poi aumenta la complessità man mano che acquisisci familiarità con gli strumenti che stai già utilizzando. E non dimenticare di monitorare i risultati e di valutare l’impatto sulla tua produttività: così saprai se ti stai davvero facilitando le cose oppure no.

7. La sperimentazione

E infine: sperimenta, sperimenta e…sperimenta!

Quale di questi aspetti ti sembra più complesso da adottare?

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