Sarà vero oppure no? Questa è la domanda che ormai dovremmo porci sempre: quando leggiamo una notizia o un post sui social, quando ascoltiamo un audio o un video. Viviamo in un’epoca in cui siamo continuamente bombardati da ogni tipo di informazione e, in mezzo a questo oceano di contenuti, c\’è anche tanta disinformazione. Fake news e deepfake si diffondono alla velocità della luce e possono avere conseguenze devastanti. Per esempio, possono influenzare il nostro pensiero, le nostre opinioni e quindi anche le decisioni socio-politiche. E allora, come possiamo proteggerci? Come riconoscere le fake news? Dobbiamo abituarci a…fare fact checking.

Ecco il perché di questo articolo, che vuole essere una vera e propria guida semplice e chiara per tutti. Troverai strumenti accessibili a chiunque e da usare quando navighi sui social, nei motori di ricerca e nei siti di informazione. Vedremo insieme:

E leggi fino in fondo, perché troverai una guida su come riconoscere le fake news, completa di tabella da copiare, stampare e consultare come promemoria.


Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista professionista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell\’uso etico dell\’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e corsi. Ho vissuto a Damasco prima e durante l\’inizio della guerra civile – che ho raccontato nel podcast “Ponti Invisibili“. Nell\’ottobre 2024 il mio podcast “Merce di Scambio“, una indagine giornalistica sulla compravendita di organi, ha vinto il premio Pod24 come miglior podcast indipendente di reportage e inchiesta del Sole 24Ore.

Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, la rete di giornalisti che usano l\’IA in modo etico sostenuta dalla London School of Economics.

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Che cos\’è il fact checking?

Il fact checking è la verifica delle informazioni. È qualcosa che spesso viene percepita come un’attività molto tecnica e specialistica, di cui si occupano soltanto i giornalisti. In realtà, io credo che sia tutta una questione di mindset: ognuno di noi può (e aggiungerei “deve”, o almeno “dovrebbe”…) riconoscere se si trova davanti a delle disinformazione. E non solo quando leggiamo o ascoltiamo le notizie.

Perché fare fact checking è importante?

Immaginati in una situazione che ti capita spesso – ne sono sicura! Apri il tuo social preferito, fai un po\’ di scrolling e poi ti blocchi davanti a una notizia incredibile. Ti fermi anche a leggere i commenti e le reazioni, che oscillano tra paura, rabbia, disgusto…la notizia è così forte che non puoi fare a meno di condividerla. Questo capita a tutti, è naturale. Ma quanti di noi, prima di ricondividere, si fermano a chiedersi: “Sarà vero?”.

Al giorno d\’oggi, verificare i fatti anche quando vogliamo condividere una storia sui social non è più un privilegio o un dovere dei giornalisti: è responsabilità di ognuno di noi. Nei miliardi di dati che girano in rete – tra social, siti web e piattaforme varie – circolano informazioni importante ma anche, purtroppo, tantissima disinformazione. Ecco perché è importante allenarci a capire come riconoscere le fake news: per non cadere nella trappola di chi pensa solo ad attirare click e, nei casi peggiori, a manipolare la nostra opinione.

Come posso riconoscere le fake news?

Non hai bisogno di avanzate competenze tecniche e neanche dotarti di chissà quali strumenti: tutti noi possiamo fare fact checking: ci sono tanti tool facilmente accessibili in rete e molti di questi sono gratuiti. E non hai neppure bisogno di trovarti davanti a un pc: anche con il tuo cellulare, in pochi clic puoi attivarti e capire se sia il caso di condividere quella notizia che ti ha scosso tanto…oppure evitare.

Come riconoscere le fake news
Immagine elaborata con una intelligenza artificiale generativa.

Fare fact checking con l\’IA

L\’intelligenza artificiale sta dando un grande supporto a chi si occupa di fact checking, ma non tanto per stabilire con sicurezza se una notizia sia vera o falsa – per questo c\’è sempre bisogno della supervisione umana. La potenza dell\’IA viene usata soprattutto nelle analisi.

Grazie alla capacità di analizzare quantità di dati enormi e in tempi brevissimi, i tool di intelligenza artificiale sono usati per esempio per identificare la provenienza di video e immagini, per confrontare notizie o parti di esse o per rilevare pattern sospetti.

Come riconoscere le fake news: la tua guida in 5 passi

Se ti avvicini adesso al mondo del fact checking è importante che tu abbia ben chiari pochi, semplici passi che possono fare davvero la differenza quando ci informiamo. È così che allenerai qualcosa che nessun tool tecnologico potrà toglierti – se non sarai tu a volerlo: il tuo spirito critico!

Ho sintetizzato questi passi in 5 punti: poi fammi sapere da quale inizierai.

1. Verifica la fonte

Quando ti informi su un sito o stai semplicemente navigando online e ti imbatti in una notizia interessanti, chiediti chi sta scrivendo/ parlando. Quanto è affidabile? Ha un obiettivo nascosto o solo quello di informare?

2. Usa i siti di fact checking

Come abbiamo visto sopra, i siti di fact checking sono ottime risorse per sapere se una notizia sia già stata verificata o…smascherata.

3. Occhio ai titoli sensazionalistici

Non fidarti di titoli eccessivamente forti, che scatenano subito emozioni forti come rabbia, indignazione o disgusto – e che magari hanno anche punti esclamativi. I titoli sensazionalistici hanno sempre un obiettivo primario: quello di attirare attenzione e, quindi, click. Sono quelli che, in gergo giornalistico, si chiamano clickbait.

4. Controlla immagini e video

Utilizza tool come TinEye o Google reverse image search per individuare un\’immagine presa da altri contesti o magari anche manipolata.

5. Confronta più fonti

Il confronto tra più siti e più fonti è fondamentale: se ti abitui a leggere una stessa notizia da più fonti, infatti, ti sarà più semplice individuare le differenze e capire se qualcuno stia cercando di manipolare i fatti e…la tua opinione.

Fare fact checking
Immagine elaborata con una intelligenza artificiale generativa.

Informiamoci consapevolmente

Informarsi è un diritto di tutti e informare porta con sé grosse responsabilità. Ma ricordati: non è appannaggio dei giornalisti: anche tu, sia che faccia comunicazione o che tu abbia un blog, sia che pubblichi sui social per divertimento o rispondi ai commenti sotto post interessanti, ecco che anche tu stai facendo informazione.

E se questo argomento ti appassiona o vuoi integrare queste pratiche nel tuo lavoro (o in un nuovo progetto!), contattami: insieme possiamo sviluppare queste competenze importanti e capire come navigare sul web in modo etico. E costruire una community di professionisti che fanno una divulgazione responsabile!

Tecniche di fact checking a confronto

Fase di fact checkingComeStrumento o metodo consigliato
Verifica la fonteControlla chi sia la piattaforma/testata.Con tool come Newsguard o siti di fact checking.
Controlla l\’autrice/ autoreVerifica se c\’è un firma e se puoi risalire a chi ci sia dietro: è una persona reale? È affidabile?Motori di ricerca.
TitoloDiffida dei titoli con toni allarmistici.Confronta i titolo con quelli di altre testate, piattaforme, account social.
ImmaginiUsa la ricerca inversa per verificare se le immagini siano decontestualizzate.Google reverse image search, TinEye.
ConfrontaNon fermarti al primo sito ma confronta la notizia con più fonti.Siti di fact checking, motori di ricerca e aggregatori di notizie.
AnalizzaPuoi farti supportare dall\’IA per analizzare le notizie e individuare incongruenze.Dipende dall\’esperienza e dalle competenze del giornalista.
Controlla la dataChiediti se la notizia sia davvero recente o non sia un riciclo di un fatto avvenuto molto tempo prima.Tool come Internet Archive.
Le opinioniControlla che la notizia non sia farcita troppo da opinioni personali.Il tuo spirito critico!
Tabella elaborata con il supporto di una intelligenza artificiale.

Anche tu puoi fare la differenza!

Adesso tocca a te: fammi sapere se già conoscevi queste pratiche e se le mettevi in pratica. E se invece è la prima volta che ti approcci a questo tema, da che cosa comincerai?

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