Come scrivere un podcast? Tips dalla mia esperienza

Teresa Potenza podcast

“Io, un podcast? No, non lo farò mai”. Lo ricordo come se fosse ieri. Ero a cena con un paio di amici, giornalisti come me. Avevo appena finito di raccontare alcune cose che mi passavano per la mente – in modo abbastanza sconnesso perché non aveva preso forma ancora nulla. Quando mi suggeriscono: “Perché non ne fai un podcast?”. Ho cominciato ad essere assidua ascoltatrice di podcast nel fatidico anno 2020, quindi sapevo bene di che cosa stessero parlando – ma ignoravo totalmente come scrivere un podcast.

Proprio così: per 15 anni ho scritto, ma solo per essere letta. Ho avuto giusto una breve esperienza in radio, ma la scrittura è sempre stata la mia confort zone. Niente video e niente radio per me, mi sono detta per anni. Ma le cose cambiano, anche se il più delle volte lo fanno lentamente. Il suggerimento dei miei amici ha cominciato a farsi strada in me a tal punto che non ho potuto metterlo a tacere: “Io, un podcast? Perché no….”. Da ascoltatrice, ho capito che dare forma a una storia anche attraverso la voce mio avrebbe permesso di raccontarne ogni sfumatura e di connettermi alle persone in modo molto più intimo.

E così sono uscita dalla mia cara confort zone e nel 2022 ho dato vita al mio primo podcast, Ponti Invisibili, dove ti racconto la mia storia in Siria tra amicizie, amori e lo scoppio della guerra civile. Buttarmi in questa avventura è stata la scelta migliore che potessi fare: perché sono cresciuta sia a livello professionale – ho imparato tantissime cose! – sia a livello personale e in questo articolo esploreremo entrambi questi aspetti. Perché? Beh…scoprirai che scrivere un podcast non è solo una questione di tecnica. E qui sotto trovi il trailer del mio ultimo lavoro, “Merce di Scambio“: una storia vera sulla compravendita di organi.


Il trailer di “Merce di Scambio”

Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell’uso etico e utile dell’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e workshop. Ad aprile 2024 ho pubblicato il podcast “Merce di Scambio“, una indagine giornalistica sulla compravendita di organi.

Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, giornalisti che usano l’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.

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Come scrivere un podcast? Partiamo…dall’ascolto.

Proprio così: l’ascolto. Se vuoi sapere come scrivere un podcast, prima di tutto devi ascoltare. Altri podcast, certo, ma soprattutto te stessa, o te stesso: che cosa ti muove? Qual’è la storia che vuoi raccontare e l’obiettivo che vuoi raggiungere nel farlo? Non mi riferisco soltanto a obiettivi professionali, economici, tangibili. Scrivere “Ponti Invisibili” per me è stato un bisogno profondo: quello di fare i conti con un pezzo doloroso della mia vita e, in questo modo, liberare la mia mente da quel peso. Ho capito solo strada facendo che stavo gettando le basi per passare a un livello ancora più alto nella mia professione, forte di nuove esperienze e competenze.

Una volta che avrai chiarito i tuoi obiettivi, preparati ad ascoltare le persone: quelle che vorrai raggiungere ma anche quelle che già fanno podcasting. Confrontati anche con chi ti sta intorno, chiedi feedback sui podcast che preferiscono ma cerca di capire anche che cos’è che li attira – perché, come vedremo, dobbiamo tenere in considerazione diversi elementi.

Una volta che avrai chiarito tutto questo, è il momento di trovare la forma più adatta a te e alla tua storia. Qui voglio darti subito un consiglio importante: non darti limiti! Non pensare che un certo tipo di argomento debba per forza essere raccontato secondo uno schema prestabilito. Ti faccio subito un esempio pratico. La mia storia in Siria è stata segnata dallo scoppio della guerra civile: la scelta più scontata sarebbe stata quella di raccontare con un taglio giornalistico, magari coinvolgente ma comunque più distaccato. Ho scelto invece un formato narrativo, che mi ha permesso di dare forma a quello che era il mio obiettivo: raccontare le persone – e abbattere stereotipi.

Quale formato scelgo?

Diamo spazio alla fantasia, dicevamo. Qui ti elenco i principali formati che puoi scegliere per il tuo podcast, ma ricorda: non sono gabbie. Anzi, puoi anche mixarli tra loro. Vediamoli:

  • Monologo: qui presenti l’argomento in modo autonomo.
  • Intervista, con una o più persone.
  • Conversazione tra due o più persone, di solito condotta in modo informale.
  • Formato narrativo.
  • Inchiesta.

Un passo importante sarà poi scegliere lo stile, mantenendoti fedele al tuo tono di voce: cioè alla tua personalità, che arriverà dritta agli ascoltatori proprio grazie alla tua…voce.

Come scrivere un podcast: la registrazione
Copyright @teresapotenza

E adesso, come scrivere un episodio?

Per definire il tuo impianto narrativo, parti da un brainstorming: scrivi tutto ciò che dovrai includere nel podcast, incluso il tuo obiettivo. Poi restringi l’obiettivo e identifica il tema centrale, dal quale dipenderanno i sotto-argomenti. Se hai optato per un formato narrativo, dovrai decidere anche come racconterai la tua storia: in prima persona? Sarai un narratore onnisciente? Utilizzerai flashback?

Una volta che avrai terminato questa parte preliminare, dovrai preparate la tua scaletta: è il momento di decidere quanti episodi avrà il tuo podcast – sarà una serie oppure un podcast continuativo? Se si tratta di una serie, annota i punti chiave che affronterai in ogni puntata e la durata approssimativa di ogni sezione.

Se invece avvierai un podcast continuativo, a monte dovrai considerare diversi aspetti, ma credo che uno sia davvero cruciale: la sostenibilità. Che tu voglia rilasciare una puntata alla settimana, oppure ogni due settimane o una volta al mese, assicurati di avere tempo, risorse ed energie per non deludere chi ti ascolterà.

Come produrre un podcast.

Chi ti dice che per fare un podcast basta un microfono e via, si parte, beh…mente. Abbiamo esplorato la preparazione che sta a monte e che parte prima di tutto da noi, per poi passare al concept e alla struttura poi. Senza contare la ricerca e la verifica delle informazioni e, se sono previsti interventi esterni, anche i tempi necessari per organizzare le interviste.

Detto questo, la strumentazione è fondamentale. Un buon microfono, l’ambiente adatto e infine la fase di revisione e di editing possono fare la differenza: e ti faccio un altro esempio pratico. Ci sono due podcast i cui argomenti ti interessano moltissimo. L’host è una persona che stimi e i contenuti sono sempre di valore. Uno dei due è stato registrato con cura, la voce è chiara, non disturbata e ti arriva dritto al cuore, oltre che alle orecchie. L’altro invece è come se arrivasse da una telefonata disturbata, la voce ha sempre lo stesso tono, scandisce poco le parole e tu fai fatica a seguirla. Quale dei due continuerai a seguire con piacere?

Ecco, quando registri immagina di esserci tu dall’altra parte del microfono. Questo non significa andare a tutti i costi in uno studio di registrazione, comprarsi pannelli fonoassorbenti e un microfono costoso: puoi avere un ottimo risultato anche registrando in una stanza (adatta) di casa tua. Presta però attenzione a tutti questi elementi.

L’editing e la musica nei podcast.

Se hai in mente un mood musicale, sei già a buon punto. Altrimenti dedica tutto il tempo necessario alla ricerca della musica, perché che è parte integrante del tuo podcast. È obbligatorio inserire musiche? No, ma è un altro particolare che può distinguere e far emergere il tuo podcast rispetto a tutto gli altri.

Quanto all’editing, puoi cominciare da tool semplici e gratuiti con cui farai un ottimo lavoro – Audacity e Reaper, per esempio. Questa è la fase in cui potrai inserire tutti gli intermezzi o gli ospiti che hai programmato e, quando avrai finito, ti basterà esportare il file audio in un formato compatibile con le diverse piattaforme di ascolto.

Pic by Melanie Pongratz via Unsplash

Come promuovere un podcast e farlo crescere.

Adesso il tuo podcast è su tutte le piattaforme di ascolto e chiunque può ascoltarlo. Ma come puoi arrivare a più persone possibili? Il lavoro del podcaster non si esaurisce nel momento in cui il lavoro è online: se vuoi crescere anche tu insieme al tuo podcast, professionalmente e umanamente, la cosa migliore è dedicare del tempo alla sua promozione, in modo costante. Come?

Tanto per cominciare, parlandone: sui social media, sul tuo sito se ne hai uno ma anche offline, con le persone che conosci e agli eventi a cui partecipi. E poi contatta podcaster che hanno già un seguito, richiedi interviste o live, cerca di farti ospitare nei loro podcast o di collaborare per creare degli episodi extra insieme: insomma, dai spazio alla fantasia!

E non trascurare l’importanza dei motori di ricerca e di Youtube: l’impatto della SEO sul posizionamento online di un podcast è più alto di quanto immaginiamo.

Le interazioni con la tua community

Il ruolo della tua community, piccola o grande che sia, è fondamentale. Non solo perché vuoi fare che il tuo messaggio arrivi a tante persone, ma anche perché è da chi ti ascolta che potrai avere feedback preziosi. La tua community non è fatta di numeri, ma di persone come te: se saprai comunicare il tuo messaggio e la tua missione, sarà la prima a sostenerti.

Ecco qualche suggerimento su come coinvolgere le persone che ti ascoltano e stimolare le interazioni:

  • Stimola i commenti e le domande, ma ricorda di rispondere sempre.
  • Coinvolgi il pubblico con sondaggi e richieste di feedback.
  • Potresti anche valutare di creare un gruppo o una community dedicata al podcast.

Qual è la tua esperienza nel podcasting? O magari vuoi entrare in questo mondo? Confrontiamoci nei commenti!

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