Inchieste giornalistiche: come raccontarle in un podcast

Inchieste giornalistiche

La libertà di scegliere la storia e il formato. La libertà di movimento e di selezionare le persone più competenti da intervistare. Portare avanti inchieste giornalistiche indipendenti porta con sé molti vantaggi – oltre che ostacoli: ho condiviso i più importanti – in base alla mia esperienza – nell’articolo “Inchieste giornalistiche indipendenti, tra sfide e vantaggi“. In questo articolo stringiamo invece l’obiettivo e ci focalizziamo su un mezzo in particolare: il podcast.

Prendo spunto dai bellissimi confronti e dagli scambi che sono nati in occasione della masterclass “Podcast d’inchiesta indipendenti: tecniche, ostacoli e vantaggi“, che ho tenuto nell’ambito della Settimana del Podcast a Roma, il 19 aprile 2024. Perché se è vero che i principi di una indagine sono slegati dal mezzo che scegliamo per raccontarla, è anche vero che ogni mezzo ha le sue regole: vediamo insieme quali sono quelle del podcast. E ti consiglio di leggere fino in fondo, perché ho pensato questo articolo come una vera e propria guida fatta di molti consigli dalla mia esperienza personale.


Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell’uso etico e utile dell’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e workshop. Ad aprile 2024 ho pubblicato il podcast “Merce di Scambio“, una indagine giornalistica sulla compravendita di organi.

Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, giornalisti che usano l’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.

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Inchieste giornalistiche indipendenti: perché scegliere il podcast?

Partiamo proprio da qui: e cioè dai motivi. Anzi, in realtà c’è un’altra premessa che devi considerare e che è ancora più a monte: ti senti a tuo agio a tirare fuori la voce? Se la risposta è sì, benissimo. Ma anche se la risposta fosse “No” oppure “Non so”, non chiudere la porta del podcast: perché ognuno di noi può imparare a tirare la voce, se vuole portarla nel mondo. E posso assicurarti personalmente che è proprio così: il mio primo podcast è “Ponti Invisibili” ed è uscito nel 2022 – dopo una vita passata a scrivere per la carta stampata o il web.

E allora vediamo insieme quali sono i motivi per cui potresti scegliere di raccontare la tua inchiesta attraverso il podcast:

  • Libertà.
  • Accessibilità e facilità di fruizione.
  • Coinvolgimento.
  • Relazione con il pubblico.
  • Collaborazioni.

E se vuoi consigli più specifici su come scrivere un podcast, puoi andare anche al mio articolo “Come scrivere un podcast? Tips dalla mia esperienza“.

Inchieste giornalistiche: gli elementi cruciali del podcast.

Abbiamo visto quanto il formato del podcast si presti a condurre inchieste giornalistiche. Ma quali elementi devi tenere bene a mente? Approfondiamo subito i più importanti.

1. L’attenzione

È fondamentale: chi ti ascolta non ha altri riferimenti se non quelli che fornisci tu con la tua voce ed è quindi importante studiare una struttura narrativa che tenga conto dei fisiologici cali di attenzione. In più, non dimenticare che un podcast è accessibile in qualsiasi momento e spesso lo si ascolta facendo altro: ecco perché è ancora più facile perdere concentrazione. Come puoi fare, allora, per mantenerla viva?

Ci sono diverse tecniche narrative che puoi usare: qui te ne suggerisco tre, con una premessa. Nei primi secondi di ogni episodi trova il modo per connetterti con chi ti ascolta e dai un motivo per continuare a seguirti. Hai presente i famosi “ganci” di cui si parla tanto per i post sui social? Questo vale per tutto: articoli, video e…podcast.

Secondo consiglio: fai esattamente la stessa cosa, ma alla fine. Che cosa significa? Termina gli episodi con una breve anticipazione della puntata successiva, oppure con una domanda irrisolta: gli ascoltatori sapranno così perché sarà importante continuare ad ascoltarti.

E infine, il ritmo. Sia quello della tua voce, sia quello della struttura dei tuoi episodi. Cerca di variare, di mixare in modo equilibrato voci, musica e pause. Evita, insomma, la monotonia: ricorda quanto dicevamo prima, cioè che le persone ascoltano podcast facendo altro – il più delle volte – ed è molto semplice perdere la concentrazione.

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2. La qualità dell’audio.

Ma è proprio vero che l’audio deve essere impeccabile? A questa domanda rispondo con un’altra domanda: tu ascolti podcast o qualsiasi altro tipo di contenuto audio, se la voce non è chiara e l’ambiente risulta disturbato? Un podcast è un prodotto che si basa proprio sulla voce, quindi non possiamo far finta che la qualità dell’audio sia secondaria.

Questo però non significa che se non puoi investire in microfoni costosi o studi di registrazione, allora devi abbandonare la tua idea. Significa soltanto che è un punto da curare con attenzione. Puoi farlo, per esempio, con un microfono buono ma comunque economico e preparando bene l’ambiente in cui registrerai. E poi ricorda che la tecnologia ci offre strumenti di post produzione che funzionano bene anche con un piano gratuito,

3. La distribuzione.

Assicurati che il tuo podcast sia facilmente accessibile su tutte le principali piattaforme di ascolto, senza limitarti a quelle più grandi. Questo perché non tutti amano ascoltare podcast su Spotity o Apple Music, mentre preferiscono piattaforme diverse: da Castbox a Podcast Addict.

Non trascurare neanche l’accessibilità per non udenti o la realizzazione di episodi alternativi.

4. Inchieste giornalistiche indipendenti e podcast: le sfide etiche.

Qui entriamo in un campo sensibile e complesso. L’importante è che, a guidarci, siano etica e rispetto. Innanzitutto, se intervistiamo qualcuno e desideriamo usare quell’intervista all’interno di un episodio, chiediamo il consenso attraverso una liberatoria.

Poi, se la nostra fonte richiede l’anonimato, utilizziamo nomi di fantasia e facciamo del nostro meglio per garantirle protezione e sicurezza. E, se hai qualsiasi dubbio, affidati a chi ne sa di più – per esempio a uno studio legale.

Se sei all’inizio e vuoi saperne di più su questo tema, leggi anche Cybersecurity e giornalismo: intervista ad Alberto Giuffré“.

5. Il ruolo del fact-checking.

Non potevo evitare di inserire di questo capitolo, anche se la verifica di fonti e informazioni sta alla base di qualsiasi lavoro di informazione. Verifichiamo sempre l’accuratezza di ciò che raccontiamo, nel rispetto di chi non vorrà commentare, o di chi lo farà ma non vorrà metterci la voce.

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6. Tipologie di formato.

Quando pensiamo a lavori giornalistici, che siano inchieste o qualsiasi altro tipo di contenuto, la mente va subito a uno stile particolare: quello tradizionalmente più asettico e distaccato. Ma se continuiamo a vederla in questo modo, ci auto-costruiremo delle gabbie narrative.

Il mio consiglio è quello di esplorare tutti i formati, anche quando pensiamo a come raccontare un’inchiesta. Ecco giusto qualche esempio dei formati che potresti utilizzare per il tuo podcast:

  • Narrativo: potresti, cioè, raccontare tutta la storia come se fosse un libro – nel completo rispetto della veridicità dei fatti e senza cadere nella trappola del sensazionalismo.
  • Intervista: potresti pensare di costruire le puntate dialogando con una o più persone.
  • Mix. Proprio così: non è obbligatorio mantenere lo stesso formato in ogni puntata!

7. La promozione.

Va da sé che una strategia editoriale dedicata ai social media può aiutarti moltissimo ad ampliare il tuo pubblico. Qui, però devi prestare molta attenzione alle eventuali implicazioni negative. Se la storia che racconti nel tuo podcast è delicata e suscita domande o emozioni scomode, è facile lasciarsi andare a contenuti sensazionalistici per fare audience. Teniamo bene a mente il perché lo facciamo, l’utilità che dobbiamo perseguire, non le regole dei click e dell’audience. Chi ti ascolterà apprezzerà di sicuro la tua onestà e, di conseguenza, aumenterai anche la tua credibilità e la tua autorevolezza.

Per promuovere il tuo lavoro cerca anche opportunità di collaborazione con altri podcaster e costruisci il tuo network di relazioni autentiche.

La popolarità delle inchieste giornalistiche nel podcast.

In questo paragrafo extra-consigli voglio riflettere con te sulla popolarità dei podcast giornalistici, che è cresciuta così tanto negli ultimi anni che il podcast è diventato uno dei formati più usati nella distribuzione di contenuti informativi. Il primo è più famoso esempio è “Serial“, uscito nel 2014 con Sarah Koenig come host. da lì a poco ne sono usciti molti e altrettanto famosi, a cominciare da “Veleno” di Pablo Trincia, nel 2017.

Che cosa li accomuna? Molte cose, certo, oltre alla tipologia. Ma anche – e forse soprattutto – essere riusciti a creare una reale connessione con le persone, attraverso un’esperienza più diretta, rispetto a forme come la scrittura o il video. A questo punto, però, non posso che ricordare una cosa: una connessione vera con gli ascoltatori non si ottiene (soltanto) facendo leva sulla storia del secolo, lo scoop e il sensazionalismo. Cerchiamo noi per prime/i di essere d’esempio e di ispirazione: diamo priorità alle persone che ci hanno raccontato la storia e a quelle che la ascolteranno, non al nostro ego. In questo modo il futuro dell’informazione sarà tutt’altro che destinato a morire.

E tu vorresti occuparti di una inchiesta giornalistica in un podcast? O lo hai già fatto, e vuoi raccontare la tua esperienza? Confrontiamoci nei commenti.

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