Intelligenza artificiale generativa e giornalismo: rischi o opportunità?

Entrambi. Proprio così: intelligenza artificiale generativa e giornalismo sono sempre più integrati e il loro connubio pone molte sfide, soprattutto etiche. Ma l’IA generativa resta uno strumento e sta a noi decidere come utilizzarlo: se lo conosciamo a fondo e ci formiamo in maniera costante saremo noi a dominarlo. E a cogliere anche i tanti vantaggi che ci offre.

Ci troviamo insomma davanti a un bivio: una strada porta a una disinformazione dilagante e alla manipolazione dell’opinione pubblica. L’altra porta a una relazione più stretta con chi ci legge e ci ascolta perché ci toglie da task ripetitive e poco importanti e ci permette così di essere più flessibili e, quindi, più presenti con il nostro pubblico. Come? Lo vediamo in questo articolo, in cui affrontiamo i principali rischi e le maggiori opportunità che l’IA generativa pone nel mondo del giornalismo e della comunicazione in generale.


Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell’uso etico e utile dell’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e corsi.

Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, giornalisti che usano l’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.

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Intelligenza artificiale generativa e giornalismo: una lunga storia

La storia dell’IA nel mondo del giornalismo è più lunga di quanto immaginiamo. Se poi entriamo nello specifico dell’IA generativa, questa storia si accorcia, certo, ma forse meno di quanto immaginiamo: il cambiamento è stato graduale ma continuo, anche se in Italia è scoppiato un vero e proprio “caso IA” soltanto nel 2023.

Da quel momento è stato un susseguirsi di dibattiti, spesso seri e strutturati ma a volte catastrofici, e un proliferare di corsi semplicistici che promettono di insegnare a scrivere libri o organizzare corsi interi con pochi prompt bell’e fatti (di solito usando solo Chat GPT). Beh, le cose sono un po’ più complesse di così, ma se vuoi approfondire ti rimando al mio articolo “Come fare richieste a Chat GPT: guida all’uso dei prompt“, dove ho trattato questo argomento.

Nella tabella qui sotto trovi uno schema molto sintetico con alcune delle tappe più famose e importanti della sperimentazione tra intelligenza artificiale generativa e giornalismo. Tra le testate incontriamo anche l’Ansa, la prima agenzia di stampa italiana ad aver utilizzato l’IA generativa nella creazione di flussi di notizie: correva l’anno dell’enorme quantità di informazioni legate alla pandemia di Covid.

ANNOTESTATAUTILIZZO
2014Associated PressGenerazione di contenuti finanziari
2016Washington PostNasce “Heliograph”, sistema per aggregare dati e generare notizie
2018Reuters“Lynx insight” raccoglie dati e suggerisce storie
2020GuardianAssistenza nella scrittura di articoli
2020AnsaCreazione di flussi di notizie

La spinta alla creazione di contenuti multimediali

Ma quali sono gli ambiti in cui si sta maggiormente implementando l’IA generativa nel giornalismo? Accanto all’aggregazione di notizie e alla stesura di articoli veloci, è la produzione di contenuti multimediali che si sta evolvendo adesso.

La BBC, per esempio, ha in corso diversi progetti che vedono l’uso dell’IA come supporto fondamentale al montaggio di videoclip anche molto brevi nei notiziari. Un aiuto non da poco, se si pensa alla complessità intrinseca alla creazione di contenuti visivi. Ecco allora un riassunto degli usi più importanti dell’IA generativa nel giornalismo:

  • Video da allegare agli articoli e collegare a canali come Youtube
  • Assistenza al fact-checking, cioè nell’individuare tentativi di disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica
  • Personalizzazione del feed: fornire, quindi, un’esperienza sempre più su misura per aumentare l’engagement e il ritorno dei lettori
Intelligenza artificiale generativa e giornalismo: una immagine elabora da un chatbot
Immagine generata da una IA

IA e giornalismo: ci sono rischi…

Lo dico sempre e non mi stancherò mai di ripeterlo: l’intelligenza artificiale si allena e migliora grazie all’enorme quantità di dati che ognuno di noi immette sul web. E siccome questi dati arrivano da essere umani, con le informazioni trasmettono anche i nostri pregiudizi e i nostri stereotipi.

Un uso superficiale dell’IA generativa può quindi amplificare pregiudizi preesistenti e influenzare anche le decisioni dei giornalisti: dalla scelta delle storie da coprire alle persone a cui dare voce. Il nostro spirito critico e la nostra attenzione restano la vera barriera contro questo rischio: sono insomma i veri garanti di una narrazione equa e realmente rappresentativa.

In un’era di deepfake e notizie false, poi, l’IA mostra tutti i suoi “lati oscuri”: può contribuire incredibilmente al dilagare della disinformazione in tutte le sue forme (e su questo tema ti invito a leggere il mio articolo “Generare contenuti con l’IA: le sfide etiche“). Questo solleva preoccupazioni serie sia in chi produce informazione, sia in chi fruisce le notizie: in gioco ci sono la fiducia e l’autenticità verso il mondo del giornalismo nel suo complesso.

Ed ecco allora che è la figura stessa del professionista umano a diventare centrale: al contrario di quanto troppo spesso si pensa, infatti, il ruolo delle persone sarà sempre più importante e valorizzato. Teniamolo bene a mente: creatività, empatia e giudizio critico sono insostituibili e non replicabili. Chiediamoci piuttosto: come posso adattarmi a questo scenario e aumentare le mie competenze uniche?

…e ci sono anche tante opportunità.

Se la approcciamo nel modo giusto, l’IA può fare davvero miracoli. Pensiamo soltanto alle attività ripetitive: dai resoconti finanziari alle previsioni meteo, dai risultati sportivi alla sintesi di notizie. E pensiamo al tempo guadagnato per fare davvero il nostro lavoro: approfondire storie complesse, investigare, coltivare le relazioni con le nostre persone.

Vediamo allora in sintesi le principali opportunità che ci regala un utilizzo utile ed etico dell’IA generativa:

  • Analisi di dati e di trend
  • Sintesi di notizie
  • Aggregazione di notizie
  • Personalizzazione dell’esperienza utente
  • Supporto in task ripetitive
Pic by Markus Winkler via @unsplash

E se questa fosse la rinascita del giornalismo?

Mentre esploriamo le connessioni tra l’intelligenza artificiale e giornalismo, è naturale chiedersi come modellerà questi strumenti modelleranno il futuro del nostro settore. Certo è che sarà sempre più cruciale la ricerca di un equilibrio dinamico tra tecnologia avanzata e principi etici. Perché non lavorare per renderla occasione di rinascita di una professione che sta perdendo la fiducia del pubblico?

Analizziamo allora le potenziali strade e le implicazioni per il giornalismo e il mondo della comunicazione, pensando per ciascuna ai suoi pro e ai suoi contro.

  1. Automazione:
    • PRO. L’evoluzione dell’IA porterà a una maggiore automazione nella creazione di contenuti e consentirà ai giornalisti di concentrarsi su indagini più approfondite e storie complesse.
    • CONTRO. Il rischio è di abbassare la guardia, cioè il controllo delle informazioni pubblicate.
  2. Personalizzazione ed engagement:
    • PRO. La personalizzazione dei contenuti diventerà ancora più sofisticata e migliorerà l’engagement dei lettori perché sarà in grado di offrire esperienze uniche.
    • CONTRO. L’eccessiva targhettizzazione enfatizzerà le “bolle”.
  3. Ricerca e analisi di dati:
    • PRO. L’IA continuerà a rivoluzionare la capacità dei giornalisti di analizzare vasti set di dati, aprendo nuove frontiere nel giornalismo investigativo e di dati.
    • CONTRO. Potrebbe accentuarsi un atteggiamento di “comodità”, che spinge a considerare soltanto ciò che viene proposto e sottoposto dall’IA.

Intelligenza artificiale generativa e giornalismo: quali competenze sviluppare?

Se l’equilibrio di cui abbiamo parlato sarà dinamico, altrettanto dovrà essere la professione. La formazione continua sarà tanto più fondamentale e sarà cruciale in vista di una maggiore competitività.

Giornalisti ma anche blogger e chiunque si occupi di informare e comunicare dovrà acquisire nuove competenze: a partire dalla comprensione dell’IA e dell’IA generativa in particolare. Bisognerà comprendere come integrare l’IA generativa nel lavoro quotidiano e, insieme, sapere mantenere l’integrità e i valori del giornalismo tradizionale.

La strada è quindi soltanto questa: continuare a fare il nostro lavoro, arricchendolo con tutto ciò che le nuove scoperte ci offrono. E cogliere le opportunità.

Tu come utilizzi l’IA generativa? E se non lo fai ancora, che cosa ti frena?

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