Le bolle informative: che cosa sono e perché uscirne

bolle informative

Hai presente i contenuti che ti propongono ogni giorno Instagram, Tik Tok ma anche Youtube o Google? Ti do il benvenuto nelle tue…”bolle informative“. Sì, si chiamano proprio così. Dietro, però, non ci sono gli algoritmi: ci siamo innanzitutto noi e soltanto in un secondo momento le società che traggono enormi benefici economici dal fatto che tu, io, noi restiamo dentro quelle bolle. Un po’ come se avessimo dei paraocchi.

Viviamo in un’epoca di bulimia dell’informazione ma anche della disinformazione ed è complicato districarsi tra ciò che è vero e ciò che è falso. Ecco perché è diventato naturale passare oltre contenuti che non ci interessano, per focalizzarci su quello che davvero ci piace: facciamo insomma una selezione e il più delle volte senza rendercene conto. E così, gli algoritmi possono a loro volta proporci solo contenuti che hanno una maggiore probabilità di catturare la nostra attenzione e di farci trascorrere più tempo possibile sulle varie piattaforme.

Ma che cosa sono esattamente le bolle informative? In questo articolo esploreremo in dettaglio il tema, vedremo le differenze rispetto alle bolle algoritmiche e capiremo perché è importante uscire da entrambe. Ma anche come possiamo farlo.

teresa potenza

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Quanti tipi di bolle esistono?

Le bolle informative

Ci troviamo qui di fronte a un termine generico: si riferiscono alla selezione personalizzata delle notizie e delle informazioni che vengono mostrate agli utenti.

Echo chambers

Usate come sinonimo di bolle informative, le echo chambers (camere dell’eco) hanno in realtà un significato un po’ più specifico: si riferiscono a quegli ambienti che amplificano tra i loro utenti una particolare visione del mondo, spesso semplificata e generalizzata. In queste bolle le persone fanno da cassa di risonanza a un’unica idea. In sostanza, le echo chambers sono bolle informative, ma non tutte le bolle informative sono echo chambers.

Bolle algoritmiche

È un altro tipo specifico di bolla informativa ed è quella creata dagli algoritmi. Parliamo di quegli algoritmi che sono utilizzati da piattaforme come i social media e i motori di ricerca, che raccolgono dati sulle nostre attività online per comprendere i nostri interessi, prevederli e determinare quali contenuti ci mostreranno. Anche in questo caso vedremo soltanto informazioni che confermano le nostre convinzioni esistenti.

L’impatto su opinione e comportamenti

Queste bolle algoritmiche possono significativamente influenzare il nostro pensiero e comportamento, incapsulandoci in un ciclo continuo di informazioni parziali e spesso polarizzate, che possono portare a polarizzazione estrema e disinformazione.

Pic by Danai Attanasoula – Copyright @teresapotenza

Come si formano le bolle informative?

Le nostre convinzioni

Come ti dicevo all’inizio, siamo proprio noi a creare e poi ad auto-ingabbiarci nelle bolle informative. Lo facciamo quando passiamo oltre contenuti che discutono opinioni diverse dalle nostre o che non ci piacciono particolarmente.

In questo modo siamo noi a non voler vedere o ascoltare idee diverse dalle nostre. Il rischio? L’isolamento ideologico: quando siamo esposti solo a informazioni che confermano le nostre convinzioni, siamo sempre meno inclini a mettere in discussione le nostre idee o ad aprirci a nuove prospettive. E tutto questo viene poi amplificato dagli algoritmi delle piattaforme online.

Il ruolo degli algoritmi

Gli algoritmi di piattaforme come Instagram, Tik Tok o Google e Twitter sono progettati per massimizzare l’engagement degli utenti. Attraverso l’analisi dei comportamenti online, delle preferenze e delle interazioni, gli algoritmi personalizzano tutti i contenuti proprio in base agli interessi che noi abbiamo mostrato loro.

Che cosa significa? Che vengono selezionate e proposte solo le informazioni in linea con ciò che potrebbe catturare la nostra attenzione – che è il bene più prezioso che esista oggi. E così, senza rendercene conto, alimentiamo business miliardari senza alimentare la nostra crescita personale – anzi, questo processo porta all’appiattimento della diversità sotto ogni punto di vista: da quella informativa fino a quella culturale.

Gli effetti delle bolle informative

Vediamo allora in dettaglio quali possono essere le conseguenze più rilevanti delle bolle informative, così da capire poi come riconoscerle e come uscirne.

  • Impatto sulla diversità di opinioni. Le bolle informative limitano l’esposizione degli utenti a idee diverse e ostacolano il confronto e il dibattito costruttivo. Questo può portare a una polarizzazione delle opinioni e a una diminuzione della tolleranza per culture, idee e comportamenti diversi dai nostri.
  • Diffusione di fake news. Le bolle informative sono il terreno ideale per la diffusione della disinformazione e di contenuti potenzialmente dannosi, perché gli utenti sono meno propensi a mettere in discussione informazioni che ricevono.
  • Manipolazione. Queste bolle sono vere e proprie gabbie in cui le nostre difese si abbassano: e diventiamo più facilmente manipolabili.

Come capire se sei dentro una bolla informativa

Ci sono diversi segnali che possono far scattare un campanello d’allarme. Qui ti elenco i principali, che sono anche più semplici da individuare con un po’ di allenamento.

  • Omogeneità delle fonti da cui ricevi le informazioni: i contenuti arrivano sempre dagli stessi account o dagli stessi siti?
  • Omogeneità delle notizie: i contenuti danno sempre la stessa visione del mondo e non presentano (quasi) mai punti di vista diversi?
  • Tutto ciò che leggi conferma le tue opinioni? E magari quando incontri un’idea diversa fai molta fatica ad accettarla?

Queste domande possono aiutarti a capire se ti trovi all’interno di bolle: riconoscerle è il primo passo per uscirne e sviluppare il tuo pensiero critico.

Pic by Aman Pal via @unsplash

Come uscire dalle bolle informative

Diversifica le fonti

Leggi o ascolta fatti, notizie e opinioni da fonti diverse, cioè da siti, account social, podcast, canali televisivi differenti. Così ti imbatterai in punti di vista diversi e ti abituerai a guardare uno stesso fatto da più prospettive. Frequenta anche siti stranieri e non dimenticare quelli locali, più piccoli.

Diversifica i motori di ricerca

Proprio così: non esiste soltanto Google! Pensa per esempio a DuckDuckGo. Usa anche gli aggregatori di notizie, che ti offrono una panoramica di fonti diversi. Esplora piattaforme che non hai mai usato e poi ricorda: non tutte le IA generative vanno bene per la ricerca. Per esempio, ChatGPT no, mentre Perplexity sì.

L’arma segreta: il tuo pensiero critico

Sviluppare e mantenere una capacità di pensiero critico è essenziale per analizzare e valutare le informazioni in maniera obiettiva, identificando pregiudizi e bias e le possibili manipolazioni nei contenuti che consumiamo. Puoi anche “divertirti” a fare fact-checking, cioè la verifica delle informazioni: se vuoi avvicinarti a questo tema puoi andare al mio articolo “Fact-checking online: una guida in 15 siti“.

E infine, non smettere mai di formarti: ci sono tanti studi in corso che puntano a comprendere meglio le dinamiche di queste bolle e capire quali siano gli strumenti più efficaci per contrastarle. Sta a noi cominciare a farlo oggi, da adesso.

E tu pensi di essere in una o più bolle informative? Confrontiamoci nei commenti.

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