Al giorno d\’oggi l’intelligenza artificiale generativa è ormai una tecnologia non solo presente in ogni aspetto della nostra vita – che ne siamo consapevoli o no – ma è sempre più pervasiva. Sembrano lontanissimi gli anni in cui appariva quasi come una chimera, qualcosa di complicatissimo che non avrebbe toccato forse i nostri figli. Adesso, invece, è una tecnologia fatta di tool utilizzati da milioni di persone tutti i giorni, in tutto il mondo. Eppure, c\’è una domanda che continua a restare nelle nostre menti: l’intelligenza artificiale ruberà il lavoro agli esseri umani?
Se anche tu, come me, sei una (o un) professionista dell\’informazione o della comunicazione, hai due possibilità: nascondere la testa sotto la sabbia e fingere che questi strumenti non esistano, oppure comprenderla nel profondo per smettere di averne paura, per poi capire come possa aiutarti a semplificare sia il tuo lavoro, sia la tua vita.
E se stai muovendo oggi i primi passi in questo mondo, su questo sito trovi molti articoli che ti accompagnano alla sua scoperta: parti per esempio da “Che cos’è l’intelligenza artificiale generativa?” e “Cosa sono i prompt dell’IA generativa: una guida per te“.

Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista professionista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell\’uso etico dell\’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e corsi. Ho vissuto a Damasco prima e durante l\’inizio della guerra civile – che ho raccontato nel podcast “Ponti Invisibili“. Nell\’ottobre 2024 il mio podcast “Merce di Scambio“, una indagine giornalistica sulla compravendita di organi, ha vinto il premio Pod24 come miglior podcast indipendente di reportage e inchiesta del Sole 24Ore.
Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, giornalisti che usano l\’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.
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Intelligenza artificiale: strumento o minaccia?
Siamo di fronte a una domanda molto più complessa di quanto forse immaginiamo. Ecco perché, se vogliamo trovare una risposta, o almeno la nostra risposta, dobbiamo andare a fondo e cominciare dalle basi.
Che cos’è e come funziona l’IA?
L’intelligenza artificiale non è una bacchetta magica che può cambiare la realtà dall’alto, nel bene e nel male. In realtà, è solo una serie di algoritmi che analizza e interpreta dati, in modo più o meno veloce, più o meno efficace, a seconda degli scopi che ci prefissiamo.
È possibile che qualcuno pensi che quella dell’intelligenza artificiale sia una bolla, qualcosa destinato a svanire presto, che non avrà un impatto significativo sul mondo, al di là di qualche meme e post per i social media scritti con troppe maiuscole. Non è così.
L’intelligenza artificiale, con i suoi strumenti, sta già ridefinendo il modo in cui lavoriamo e in cui viviamo.
Talvolta, però, non ce ne accorgiamo, perché finora molte delle persone che utilizzano questa tecnologia fanno parte di una bolla: professionisti e professioniste del tech, della comunicazione, della cultura, mentre tante altre ancora non hanno approfondito il tema o sono agli inizi del loro viaggio.
Le bolle informative e le narrazioni sull\’IA
Si viene insomma a creare una situazione in cui chi lavora nella tecnologia rischia di essere vittime di narrazioni potenzialmente distorte e lontane dal vero. In particolare si va dalle opinioni catastrofiste, quelle che ci vedono già in mano a Terminator, a quelle che sono ottimiste a oltranza, che vedono in una IA generativa la fine di ogni fatica mentale e delle ore passate alla scrivania – per quanto sia ancora imprecisa e per certi versi macchinosa.
E poi c\’è la narrazione che va molto di moda soprattutto sui social media: quella secondo cui l’intelligenza artificiale serva (solo) a risparmiare ore di lavoro e a scrivere più velocemente. Che sia, insomma, niente altro che un computer, ma un po’ più potente di quelli a cui siamo stati abituati finora.
L\’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? Iniziamo a usarla!
Quando faccio formazione, amo paragonare l’intelligenza artificiale a un coltello da cucina. Uno di quelli da chef professionista, con il manico lucido e la lama ben bilanciata dalla curvatura perfetta, fino a raggiungere la punta acuminata come un ago. E come ogni coltello, in mano a chi lo sa usare bene potrà creare piatti sublimi, tagli precisi, opere d’arte. Chi lo maneggia nel modo sbagliato, invece, rischia di farsi male – o di fare del male.
La vera forza dell\’IA risiede nella sua capacità di amplificare la nostra creatività e di liberare il nostro tempo da compiti ripetitivi e noiosi. Questo ci permette di concentrarci su ciò che conta davvero: le relazioni, i progetti che fanno la differenza e le passioni personali.
Ecco perché credo che l\’integrazione dell\’IA nel nostro flusso di lavoro non debba essere vista come una minaccia, ma come un\’opportunità per migliorare la qualità della nostra vita.

L’IA non ruberà il lavoro, ma può semplificarlo (se sai come fare)
L’intelligenza artificiale non è qui per rubarci il lavoro. L’intelligenza artificiale è qui per potenziarlo.
Con il giusto approccio potremo migliorare il nostro lavoro e al tempo stesso il nostro equilibrio personale anche grazie ai suoi strumenti. Non è un caso se ho usato la parola equilibrio: l\’ho fatto un po’ per richiamare alla mente uno dei concetti più importanti di questo periodo storico, un po’ perché se usiamo strumenti che ci alleggeriscono il lavoro, ci alleggeriranno anche il carico mentale. Ma come fare?
L’intelligenza artificiale va allenata
Per prima cosa, smontiamo un mito – che potrà anche rassicurare qualcuno: usare l\’intelligenza artificiale per lavoro (e farlo bene!) non è un compito semplice né immediato. Se vuoi che l’IA ti aiuti a risparmiare tempo, infatti, prima dovrai… dedicarle tempo. Molto tempo. Sembra un gioco di parole, ma non lo è.
Allenare un modello di IA significa anche dargli i tuoi feedback: per esempio, correggerlo quando sbaglia e aiutarlo a trovare la strada giusta. Non è un compito semplice né veloce, ma ne sarà valsa la pena e, poi, ci aiuterà davvero a risparmiare quel tempo che tutti cerchiamo di ottimizzare.
LEGGI ANCHE: Generare contenuti con l’IA: le sfide etiche e Come l’IA trasforma il tuo lavoro: manifesto per professionisti etici e innovatori.
L’importanza del mindset giusto
Una volta che abbiamo chiaro tutto questo, dobbiamo allenare noi stesse/i a vedere quella che gli inglesi chiamano the big picture, il quadro generale. I tool di intelligenza artificiale generativa possono essere straordinari e utilissimi, da ChatGPT a Perplexity, da Midjourney a Claude. Possono semplificarci il lavoro, possono sveltire i processi, ma per farlo in modo efficace dobbiamo essere noi a fornire le indicazioni giuste.
Che cosa significa? Significa innanzitutto che non possiamo trascurare il mindset, cioè l\’approccio con con cui ci avviciniamo e poi usiamo l\’universo di tool che abbiamo a disposizione. Lo strumento non può essere il fine: è il nostro coltello da chef, che ci permette di creare ciò che desideriamo – per esempio contenuti di valore, in grado di creare impatto sulle persone.
Il mindset giusto, aperto alle novità, curioso e pronto a imparare, ti permette di potenziare il tuo lavoro e di migliorare la sua qualità grazie agli strumenti che l’intelligenza artificiale generativa ci offre. In questo modo nessuna macchina potrà sostituirti: potrà invece supportarti e potenziarti. Sempre a patto che tu sappia come usarla.
Come usare l’intelligenza artificiale se lavori nella comunicazione?
With great power comes great responsibility, cioè da grandi poteri derivano grandi responsabilità: ce lo ha ricordato molto bene anche il Peter Parker de L\’Uomo Ragno.
Nel corso degli anni, ho lavorato con centinaia di professionisti – giornalisti, blogger e divulgatori, in consulenza o in occasione di corsi e masterclass. E ogni volta vedo ripetersi una scena: quando iniziamo a esplorare le varie potenzialità degli strumenti di intelligenza artificiale, i professionisti si stupiscono. “Non credevo di poter fare anche questo”, mi sento dire. E io lo capisco benissimo, perché è quello che ho pensato anche io quando mi sono avvicinata a questo universo. Perché quando pensiamo a questi strumenti, complice anche una narrativa troppo semplicistica e superficiale di cui sono pieni i social media, immaginiamo che siano utili solo per velocizzare la scrittura di qualche post o per creare in fretta un calendario editoriale.

Lavoro e intelligenza artificiale: quali sono i benefici?
Questo mi ha fatto capire quanto il vero rischio non sia, come in Matrix, che le macchine prendano il sopravvento sugli esseri umani, quanto che solo pochi eletti sappiano usare nel modo migliore le tecnologie che si stanno evolvendo giorno dopo giorno alla velocità della luce.
Eccolo allora il vero rischio: il divario non sarà solo economico. Da una parte ci sarà chi espande le proprie competenze, conosce gli strumenti e migliora di continuo il proprio lavoro e la propria competitività, dall\’altro chi ancora deve familiarizzare con le basi dell’IA generativa.
L’utilità dell’intelligenza artificiale generativa non si limita solo ai compiti più semplici o alla velocizzazione di task quotidiane, ma anzi ci permette, fra le mille altre cose, di:
- Risparmiare tempo, che possiamo dedicare a ciò che vogliamo
- Avere contenuti di migliore qualità
- Implementare parti del nostro flusso di lavoro che prima potevamo affrontare in modo superficiale o che dovevamo addirittura tralasciare, per mancanza di competenze e di budget per affidarle ad altri
Come può influire l\’intelligenza artificiale sul tuo lavoro?
A chi lavora in consulenza con me, per esempio a giornalisti blogger o a chi fa divulgazione, dico sempre di esplorare, di non avere paura dell’IA, ma anzi di abbracciarla per poter contare su un\’ulteriore possibilità di crescita.
No, l’IA non ci sostituirà; però potrà aiutarci a creare bozze di testo più velocemente, a trascrivere con precisione interviste, a darci in un lampo la struttura di un contenuto. Farà una parte di lavoro noioso, automatizzato – o lavorerà con noi anche sul fronte creativo che ci servirà da base per dare vita a qualcosa di complesso e interessante.
Il futuro non deve appartenere a pochi eletti, ma a tutti noi che siamo pronti ad abbracciarlo con consapevolezza e anche creatività.
Tu hai usi l\’IA nel tuo lavoro? Scrivimi nei commenti.