Ma chi me l\’ha fatta fare? È una domanda che mi sono fatta spesso, da quando ho preso una decisione che era dentro di me da tempo, ma con cui non era facile fare i conti: diventare giornalista indipendente. Sapevo che le sfide sarebbero state tante e temevo fossero anche difficili da sostenere, tanto più che non riuscivo a capire quali strade avrei potuto seguire per rendere il mio lavoro economicamente sostenibile. Mi ero infatti resa conto che mancavano modelli di business pensati per i giornalisti indipendenti – o se esistevano, nessuno li aveva comunicati.

Ma sentivo anche che quella era la strada giusta per me: e in questo articolo ti racconto la mia esperienza e come sono riuscita a rendere sostenibile – a livello economico ma anche personale – il mio lavoro da indipendente. È un argomento che mi sta così a cuore che ne ho fatto il tema di un mio speech: quello che ho tenuto sabato 8 giugno a Roma nell\’ambito di Digital Ergo Sum, un festival in cui si affronta l\’impatto del digitale sulla cultura e sulla società. Puoi ascoltare il mio talk, sul sito di Digital Ergo Sum.


Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell\’uso etico e utile dell\’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e workshop. Ad aprile 2024 ho pubblicato il podcast “Merce di Scambio“, un\’indagine giornalistica sulla compravendita di organi.

Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, giornalisti che usano l\’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.

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Che cosa significa essere giornalista indipendente?

Non è forse la stessa cosa di essere freelance? In realtà no. Se sei freelance lavori per diverse testate, blog o aziende. Se invece sei indipendente non hai una testata, un editore oppure qualsiasi altro tipo di piattaforma che ti paghi per pubblicare i tuoi articoli o i tuoi podcast oppure i tuoi servizi video.

E allora, perché fare questa scelta? Nel mio caso è stata una scelta naturale. Qualche anno fa ho cominciato ad avvertire che, nel mio lavoro, stavo perdendo alcune cose: una su tutte, il contatto con le persone. Il continuo cercare storie e cavalcare trend, da vendere poi a una testate, mi stava allontanando da ciò che è davvero importante nel mio lavoro. La professione giornalistica si basa sulle persone: se ci pensi, ogni notizia è forse un\’entità astratta? No, è fatta di persone, che si affidano a noi perché la loro storia (cioè “la notizia”) abbia voce e raggiunga quante più persone possibili.

Eppure, nella bulimia di informazioni in cui siamo sommersi oggi, conta più la velocità con cui si danno queste notizie, per poi dimenticarle pochi minuti dopo – a meno che non abbiano generato abbastanza engagement, come si usa dire, cioè a meno che non abbiano generato abbastanza commenti e condivisioni da avere una vita più lunga del solito. Ecco allora che, per riconnettermi a un giornalismo davvero utile e allineato ai miei valori, ho deciso di essere indipendente.

I 3 pilastri del mio modello di business

Negli anni ho sviluppato una struttura in grado di sorreggere il mio lavoro di giornalista: si basa su quelli che io definisco tre pilastri. Voglio condividerli qui perché credo che possano ispirare anche te, se stai pensando a come rendere sostenibile il lavoro che ami – e non solo se sei giornalista.

1. Il tuo ecosistema

Il primo passo verso la sostenibilità del mio lavoro è stato creare un ecosistema che mi consentisse di connettermi direttamente con la mia audience. Il fulcro intorno a cui tutto ruota è il mio sito, quello su cui stai leggendo anche questo articolo. Il mio sito è diventato la mia casa, la mia testata personale, dove posso portare avanti le mie analisi libera da qualsiasi tipo di pressione.

Ma il mio sito è anche il luogo dove le persone possono sempre venirmi a trovare e contattarmi: per lavorare con me, per sostenere il giornalismo indipendente o semplicemente per un confronto o per inviarmi domande, dubbi, curiosità: ti invito a farlo anche tu, perché è da questi confronti che possono nascere contributi preziosi. Certo, non è stato semplice all\’inizio e mi ha portato parecchi pensieri e preoccupazioni all\’inizio, perché un sito è un progetto complesso, tanto più se non te ne sei mai occupata.

Come fare, allora? Oggi esistono molti strumenti per realizzare un sito a costo quasi zero. Quello che davvero devi mettere in conto è la costanza: devi cioè trovare il modo di rendere il lavoro dietro le quinte costante, se vuoi che i motori di ricerca trovino anche i tuoi articoli.

Teresa Potenza a Digital Ergo Sum

2. L\’importanza di differenziare

Se il tuo lavoro di giornalista non viene retribuito, perché sei l\’editore di te stesso/a, devi necessariamente essere in grado di supportare le tue indagini in altro modo. Come? Attraverso i guadagni che possono arrivare da un altro canale. Dovrai, insomma, differenziare: in fondo, la differenziazione è l\’anima di ogni business. Se non lo farai, rischierai di trasformarti comunque da giornalista indipendente a marionetta nelle mani di altre piattaforme o altri editori – per usare le parole di un amico imprenditore, che qualche mese fa mi fece proprio questo esempio, mentre parlavamo dell\’argomento.

Per capire come andare avanti, mi sono allora fatta una domanda: “Quali prodotti e servizi posso offrire al mercato?“. In altre parole: che cosa so fare e che cosa amo fare così tanto, da poterlo offrire ad altri freelance? Nel mio caso, la risposta è stata: la formazione. È stato piuttosto naturale trovare nelle consulenze, nei mentoring, nei corsi ma anche negli eventi il mio modo di trasmettere esperienze e competenze – e, al tempo stesso, divertirmi. Sì, hai capito bene: divertirmi. Avevo lavorato tanto per essere libera e indipendente, che senso avrebbe avuto svegliarmi ogni giorno con una parte di lavoro che non avrei amato fare?

Se anche tu stai cercando il modo di rendere sostenibile una tua passione, questo è un consiglio base che sento di darti: trova il tuo modello di business, ma fai in modo che rientri comunque nella tua area di genio.

3. Il tuo valore

Il valore: quante volte al giorno ne sentiamo parlare? Eppure, quanto ci crediamo? E soprattutto, quanto crediamo al nostro, di valore? Diamo ormai per scontato che ciò che facciamo sia di qualità, ma a volte siamo noi a non avere abbastanza fiducia nell\’impatto che possiamo avere sulle persone attraverso ciò che facciamo. Ma in questo modo sarà difficile che altre persone credano in noi.

Ho riflettuto a lungo su questo punto e mi sono confrontata con altri professionisti. Alla fine ho capito che c\’è un problema di fondo: quando lavoriamo da sole o da soli, dobbiamo chiedere. Dobbiamo chiedere agli altri di avere così tanta fiducia in noi da acquistare i nostri servizi o i nostri prodotti. Ti faccio subito un esempio concreto. Il mio ultimo podcast è “Merce di Scambio”. È una indagine sul mondo della compravendita di organi a partire da una storia vera, uno di quelle storie potenti ma che è difficile che vengano prese in considerazione da grandi piattaforme.

Il trailer di “Merce di Scambio”

Il tuo valore e l\’importanza di chiedere

“Merce di Scambio” oggi esiste grazie al supporto di persone che credono nel progetto. Il modello di business è stato quello della raccolta di finanziamenti: le puntate sono state realizzate grazie a chi lo ha finanziato, ma anche grazie alle risorse che sono arrivate dalla mia attività di consulenza e formazione. Tra l\’altro la campagna è ancora aperta: c\’è una pagina dedicata dove puoi scoprire tutto sul progetto.

Arrivare a questo non è stato facile: chiedere non è mai una cosa semplice né qualcosa a cui non si è abituati, tanto più se siamo giornalisti. Il potere che ci è stato sempre attribuito ci ha portati a immaginarci a un livello più alto rispetto a tutti gli altri professionisti – e questo, per tornare all\’inizio, credo che sia uno dei motivi che ci ha portati a perdere la connessione con le persone. Come rimediare? Potremmo cominciare da un\’altra cosa semplice, eppure complessa: donare noi per primi e sostenere, così, il lavoro di altri professionisti indipendenti. Ci accorgeremo che è più semplice di quanto immaginiamo e capiremo che chiedere a nostra volta potrà solo aprirci tante porte.

Altri modelli di business per giornalisti indipendenti – e non solo

Adottare un modello di business basato sul valore reciproco non solo aiuta a sostenere finanziariamente i giornalisti indipendenti, ma rafforza anche la relazione di fiducia con il pubblico: e così chiudiamo il cerchio aperto all\’inizio di questo articolo. Qui di seguito ti fornisco qualche altro suggerimento, che potrai adottare a prescindere dalla tua professione.

Copyright @teresapotenza

Fammi sapere che cosa ne pensi di queste riflessioni: ti aspetto qui sotto nei commenti.

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