Qual è il ruolo di Russia e Cina in Medio Oriente? Focus sul conflitto tra Israele e Hamas

Non solo un conflitto regionale: il recente acuirsi degli scontri nella Striscia di Gaza ci ha messo di fronte, in modo forse più chiaro che mai, alla complessità di una “relazione” che travalica i confini mediorientali – oltre ad averci dimostrato ancora una volta quando sia difficile affrontare questo tema senza causare discussioni polarizzanti, volenti o nolenti. In particolare, ci si interroga sempre più spesso sul quale sia il ruolo di Russia e Cina in Medio Oriente in generale, e nel conflitto tra Israele e Hamas in particolare.

In questo articolo cerchiamo allora di capire quali siano gli interessi e gli obiettivi di questi due Paesi nella zona, ma anche quanto siano diversi i loro approcci. E metteremo poi a confronto la percezione che abbiamo noi, in base a quanto leggiamo e ascoltiamo ogni giorno sui media. E se vuoi approfondire il tema delle discussioni polarizzante legate al conflitto tra Israele e Hamas, puoi andare al mio articolo “La guerra della disinformazione: i social media nel conflitto tra Israele e Palestina“.

Russia e Cina in Medio Oriente: tattiche e obiettivi diversi.

Il ruolo di Russia e Cina in Medio ha acquisito sempre più rilevanza negli ultimi anni. Le relazioni, però, sono anche piuttosto intricate. La Russia, erede dell’Unione Sovietica, ha una lunga storia di coinvolgimento politico e militare nella regione. Allo stesso modo, la Cina ha cercato di espandere la sua influenza attraverso investimenti e partnership soprattutto economiche.

Entrambi i Paesi hanno giocato un ruolo chiave in diversi conflitti regionali: a volte attraverso un supporto diplomatico, altre volte attraverso interventi militari, altre volte ancora viaggiando su entrambi i fronti. Un esempio su tutti è il ruolo della Russia in Siria: qui, Mosca ha fornito un importante supporto militare al governo di Bashar Al-Assad, rafforzando la posizione del governo siriano e in contrapposizione all’influenza occidentale nella regione.

Il coinvolgimento russo

Mosca si è detta fin dall’inizio preoccupata per la situazione a Gaza. La linea ufficiale è stata quella di favorire una soluzione politica al conflitto per evitare una ulteriore escalation di violenza. Più volte, dalla diplomazia russa, è arrivata l’esortazione a lavorare per ridare slancio “ai negoziati diretti tra israeliani e palestinesi”.

D’altra parte, dopo l’attacco del 7 ottobre di Hamas, la Russia ha espresso il suo sostegno al diritto di autodeterminazione del popolo palestinese: il sostegno, quindi, nei confronti di una soluzione che porti alla creazione di due Stati.

Grazie a questa politica, Mosca è riuscita finora a guadagnare il consenso degli Stati arabi, pur senza rompere le relazioni con Israele. E del resto, è stata tra i sostenitori della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che ha portato a una – seppure breve – tregua umanitaria a Gaza.

Il ruolo di Russia e Cina in Medio Oriente è legato a diversi obiettivi.
Pic by Levi Meir Clancy via @unsplash

Il coinvolgimento cinese

La posizione di Pechino è simile a quella di Mosca. La Cina ha infatti espresso fin dall’inizio la sua preoccupazione per la situazione a Gaza, sottolineando la necessità di rispettare la sovranità dei Paesi coinvolti. Va detto che la diplomazia cinese ha espresso in modo ancora più chiaro il suo appoggio a una soluzione politica al conflitto, in cui il ruolo delle Nazioni Unite sia preponderante. Sempre, però, sottolineando il diritto del popolo palestinese di stabilire uno Stato indipendente.

L’impegno della Cina e del suo presidente Xi Jinping si è espresso non soltanto nel sostegno della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per il raggiungimento della tregua umanitaria a Gaza, ma anche attraverso l’annuncio di un contributo finanziario per gli sforzi di ricostruzione a Gaza.

Confrontiamo il ruolo di Russia e Cina a Gaza

Il ruolo di Russia e Cina in Medio Oriente e, in particolare, nel conflitto tra Israele e Hamas sono gli obiettivi. Mosca punta a mantenere e anzi rafforzare la sua presenza e influenza nella regione, mentre la Cina è principalmente interessata a salvaguardare ed espandere i suoi interessi economici.

La Cina, infatti, è particolarmente attenta a non lasciarsi coinvolgere direttamente in conflitti militari – e quelli in Medio Oriente non fanno eccezione – ma utilizza la sua influenza economica per stabilire o rafforzare le relazioni strategiche nella regione.

Ma quali sono i principali interessi cinesi in Medio Oriente?

  • Energia. La Cina è uno dei maggiori importatori di petrolio dal Medio Oriente, con strette relazioni commerciali in particolare con l’Arabia Saudita.
  • Infrastrutture. La Cina sta investendo pesantemente in progetti infrastrutturali in tutto il Medio Oriente.
  • Partnership economiche. Pechino è riuscita a sviluppare relazioni economiche in tutta l’area, senza legarsi a un unico blocco politico (al contrario di Washingotn, per esempio).
Pic by Mohammed Al Bardawil via @unsplash

E Mosca?

Mosca punta ad ampliare la sua influenza nella regione, in contrapposizione con gli Stati Uniti. Di nuovo l’esempio più lampante è quello della guerra civile siriana. Ma non solo: la Russia è uno dei principali fornitori di armi in Medio Oriente e questo dimostra quanta importanza sia attribuita alla sfera militare.

Insomma, mentre la Russia è impegnata a rafforzare la sua presenza militare e politica in Medio Oriente, la Cina si concentra sull’espansione della sua influenza economica. Ma detto questo, per entrambi i Paesi la regione ha un ruolo cruciale nell’ottica del raggiungimento dei rispettivi obiettivi strategici globali.

Il ruolo di Russia e Cina in Medio oriente visto dai media occidentali.

I media occidentali approfondiscono abbastanza spesso il ruolo di Russia e Cina in Medio Oriente. E, altrettanto spesso, viene data una lettura abbastanza critica o preoccupata. In che senso?

Per quanto riguarda la Russia, a passare in evidenza è il sostegno a regimi autoritari, come quello siriano o iraniano. Mentre la Cina desta di solito preoccupazioni per la sua crescente influenza economica. In entrambi i casi, le posizioni e le “mosse” sono viste in chiave anti-americana. Ma questa prospettiva rischia di essere riduttiva: come abbiamo visto, c’è molto di più, oltre alla contrapposizione con Washington.

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