Tradizioni siriane a Natale: un viaggio tra cucina e cultura

I negozi dei quartieri cristiani pieni di luci e decorazioni, gli alberi di Natale che campeggiavano in alcune piazze di Damasco (e di altre grandi città), gli amici che mi offrivano dolci a cui era difficile rinunciare…lo ammetto, non immaginavo che le tradizioni siriane a Natale somigliassero così tanto a quelle italiane. Quando abitavo a Damasco, man mano che ci avvicinavamo al mese di dicembre, mi chiedevo se e come mi sarebbe stato possibile festeggiare una ricorrenza cristiana così importante. E la risposta è stata evidente subito, fin dalla fine di novembre: sì, certo, con molte differenze, ma la sostanza era la stessa.

E questo articolo nasce proprio dal desiderio di ricordare, prima di tutto a me stessa, quanto gli stereotipi e i pregiudizi che ognuno di noi ha nella testa, per quanto sia normale averne, sono spesso un ostacolo solo in apparenza insormontabile. Basta fare un piccolo passo avanti per scoprire un mondo che potrà arricchirci davvero.

In Siria, infatti, la comunità cristiana ha sempre avuto un peso importante. In particolare, le tradizioni siriane a Natale hanno storicamente un duplice significato: da una parte, riaffermano la fede cristiana e, quindi l’appartenenza a un gruppo di minoranza. Dall’altra sono il simbolo dell’integrazione e dell’unione non solo possibile, ma anche reale, di culture e religioni diverse.

Dal 2011, però, le cose sono cambiate. La guerra civile ha reso impossibili le celebrazioni del Natale nella maggior parte del Paese. Oggi, 2023, la situazione non è migliorata, anzi: ma su questo troverai un focus alla fine dell’articolo.

Intanto, entriamo nel vivo delle tradizioni siriane a Natale tra cibo, bevande, celebrazioni liturgiche e feste.

L’Avvento, parte vitale delle tradizioni siriane a Natale.

Anche in Siria, le quattro settimane che precedono il Natale sono un momento per prepararsi al 25 dicembre. Alcune comunità, in particolare della Chiesa ortodossa e di quella orientale, hanno mantenuto anche l’antica tradizione del digiuno dell’Avvento: un digiuno che consiste nell’evitare carne e altri alimenti fino alla Vigilia. Un’usanza che si ritrova anche in altre comunità cristiane tra Europa e Africa.

A cena in un giorno di festa, in un appartamento di Damasco – Copyright @teresapotenza

Tradizioni siriane: la cucina di Natale.

Dal “Kebbe” al “maamoul”, a Natale i piatti siriani raccontano la storia della cucina tradizionale ma anche quella della comunità e invitano alla festa e alla condivisione. Quali sono i piatti più tipici di questo periodo? Quelli dalle preparazioni più lunghe, ricche di colori e di sapori. Ecco i più famosi:

  • Kebbe. Sono polpette dalla tipica forma ovale, ripiene di carne di agnello, burgul e spezie. Sono lavorate a mano e la preparazione dura molte ore, tant’è che, tradizionalmente, si riuniscono le donne di tutta la famiglia. Il più famoso è il kebbe fritto, ma c’è anche la versione (più leggera) cotta in un brodo a base di acqua, yogurt e zafferano.
  • Ouzi. È uno dei piatti tipici dei momenti festa, in Siria e in tutto il Medio Oriente. È un grande vassoio dove, su un letto di riso si adagiano carne, noci, mandorle e piselli, il tutto arricchito di una preparazione chiamata “sette spezie” più pepe e zenzero.
  • Maamul: qui siamo al dolce. I maamul sono dei piccoli biscotti, che possono essere farciti (spesso con datteri) oppure no.
  • Baklava: lo conosciamo come dolce turco, ma è un dolce tipico di tutto il Medio Oriente. Preparato con pasta fillo, è ricco di zucchero o miele ed è preparato con frutta secco.
  • Mshabbak. rotelle di pasta fritta.

Se vuoi saperne di più sulle tradizioni siriane in cucina, puoi andare al mio articolo “Cucina siriana: tradizioni e usanze in Siria“. E se vuoi andare anche alla scoperta delle bevande nazionali (con qualche sorpresa!), trovi tutto qui: “Che cosa si beve in Siria? Dall’arak al tè, fra riti e tradizioni“.

L’incontro tra culture.

Una delle cose che più mi hanno colpita in Siria, nel periodo di Natale, è stata l’apertura delle altre comunità religiose a questa celebrazione, che diventava un momento di incontro tra culture al di là del credo professato. Non era raro, infatti, che vicini e amici musulmani partecipassero alle celebrazioni o si scambiassero auguri, nel segno di rispetto e coesistenza. E su tutto questo posso testimoniare in prima persona dal momento che, a Damasco, sono stata a più di una cena pre-natalizia, ospite di amici musulmani.

E se questo atteggiamento ci sembra scontato o dovuto, cerchiamo di cambiare punto di vista: quante volte, ai nostri vicini o ai genitori di compagni di scuola dei nostri figli che sono invece musulmani, auguriamo per esempio un “buon Ramadan”?

Una delle tradizioni siriane a Natale è l'apertura dei regali sotto l'albero, co tutta la famiglia.
Immagine generata da una IA – dopo numerosi tentativi a causa degli stereotipi legati al tema “Natale in Siria”

Liturgia e celebrazioni religiose

Anche per i cristiani siriani è la messa di mezzanotte a rappresentare il cuore delle celebrazioni natalizie. E, all’interno della messa, le canzoni e la musica in generale sono un elemento fondamentale delle tradizioni siriane a Natale. In alcune zone del Paese, la liturgia include anche canti in aramaico, andando così a connettere il presente con le radici più profonde della cultura cristiana.

Prima della guerra, scoppiata nel 2011, si potevano ascoltare questi canti anche nelle processioni lungo le strade dei quartieri cristiani (come a Bab Touma a Damasco), dove i cori camminavano tra le chiese e gli alberi di Natale.

Tradizioni siriane a Natale: e oggi?

Nonostante il conflitto, i siriani hanno continuato a celebrare il Natale e a mantenere vive le tradizioni, all’insegna della resilienza ma anche come occasione per ribadire l’orgoglio per la propria cultura e il proprio Paese. Quest’anno, però, la situazione è diversa. In solidarietà con la popolazione palestinese e con quanto sta succedendo a Gaza, infatti, molte chiese hanno deciso di limitare le celebrazioni alle sole messe, evitando processioni e canti nelle strade.

E anche nella capitale non ci sono luci, decorazioni e alberi di Natale come negli scorsi. Intervistato dall’agenzia di stampa AFP, il vescovo cattolico siriaco di Aleppo, Mor Dionysius Antoine Shahda ha dichiarato che “In Palestina, luogo di nascita di Gesù Cristo, la gente sta soffrendo”. Ecco perché “In Siria abbiamo cancellato tutte le celebrazioni ufficiali nelle nostre chiese in segno di solidarietà con le vittime dei bombardamenti su Gaza”.

Le stesse dichiarazioni sono state rilasciate da altri rappresentanti religiosi in Siria, in particolare dai patriarchi greco-ortodossi, siriaco-ortodossi e melchiti cattolici greci.

Tu hai mai trascorso le vacanze di Natale o il Capodanno in Siria? Raccontami la tua esperienza!

4 commenti su “Tradizioni siriane a Natale: un viaggio tra cucina e cultura”

  1. Fiero di appartenere da un popolo così aperto che convive con fraternità .

    È scritto chiaramente che tutti i religioni vengono da un unico dio e che bisogna rispettarli tutti.

    Grazie per l’articolo super completo dei dettagli .

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