Tradizioni siriane a Pasqua: come si festeggia?

Canti e processioni nelle strade, veglie nelle chiese e poi uova, carne di agnello e dolci in tavola. In Siria la Pasqua si celebrava proprio come si celebrano tutte le altre festività, dal momento che la comunità cristiana nel Paese ha storicamente un ruolo importante sia a livello sociale che politico. Ma la guerra civile ha cancellato quasi tutte le tradizioni siriane a Pasqua.

Il 15 marzo 2011, infatti, segna l’inizio ufficiale del conflitto – ne ho parlato in diversi articoli, ma se vuoi cominciare ad approfondire puoi farlo da qui: “Guerra in Siria: perché è scoppiata e come influenza l’Europa“. Da quel momento le celebrazioni sono diventate anche, e forse soprattutto, un’occasione d’incontro culturale, sociale e religiosa e di rivendicazione della propria identità. A dispetto dei tentativi, interni ed esterni, di sopprimere ogni tipo di voce fuori dal coro. Come del resto accade sempre, quando un Paese è in guerra.

Questo articolo esce nel marzo 2024, a 13 anni esatti dall’inizio di quella guerra civile che ho vissuto in prima persona e che, a distanza di anni, non riesco a raccontare senza un pesante macigno nel cuore e nella mente. Oggi scelgo allora di condividere le tradizioni siriane a Pasqua più importanti, che restano ben vive nei siriani che sono riusciti a scappare dalla guerra e che diventano un modo per tramandare usi e abitudini alle nuove generazioni: dalle liturgie alla tavola, dalle uova colorate al “kaak”.

teresa potenza

Ciao! Sono Teresa e sono una giornalista professionista. Mi occupo di Medio Oriente e Siria in particolare – ho vissuto a Damasco prima e durante l’inizio della guerra civile. Con le mie consulenze e i percorsi di mentoring supporto anche i freelance nei loro progetti editoriali e nell’uso etico e utile dell’IA generativa, su cui tengo workshop e webinar. TI racconto di più su di me in questa pagina.

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Perché le tradizioni siriane a Pasqua sono così importanti?

La Siria è un Paese ricco di storia, crocevia di popoli e offre un mosaico culturale e religioso piuttosto complesso. Non dimentichiamo che la Siria ha giocato un ruolo cruciale nella storia del cristianesimo e ha ospitato alcune delle prime comunità cristiane al mondo: le radici del cristianesimo in Siria risalgono agli albori della religione, basti pensare alla famosa conversione di San Paolo sulla via di Damasco.

Ma come si manifesta questa complessità? Attraverso la presenza di numerose comunità religiose. Quella cristiana presenta a sua volta molti sotto gruppi, ciascuno dei quali vanta tradizioni, riti e liturgie particolari. Le principali comunità includono la Chiesa Cattolica Romana, la Chiesa Ortodossa Siriaca, la Chiesa Apostolica Armena, la Chiesa Melkita Greco-Cattolica e quella Siro-Maronita. E le loro tradizioni convivono e si intrecciano da secoli.

Un ponte tra comunità.

Le diverse comunità cristiane celebrano la Pasqua in date spesso molto diverse, così come accade per il Natale. Questa differenza dipende dal calcolo del calendario tra le chiese orientali (che generalmente seguono il calendario giuliano) e quelle occidentali (che seguono invece il calendario gregoriano). Nonostante questo, la commemorazione della resurrezione di Gesù unisce le comunità cristiane di tutto il mondo, e non solo queste.

Aleppo: a Pasqua ci sono molte celebrazioni
ALEPPO – Pic by Dabbas via @unsplash

In Siria, condividere le più importanti feste religiose cristiane è diventata anche una questione politica. Il presidente attuale, Bashar Al-Assad, musulmano sciita, anche in questi anni di guerra civile ha cercato di presenziare il più possibile a momenti come la Pasqua o il Natale, per dare quell’immagine di unione e presenza “amorevole” che ogni regime cerca di comunicare ai cittadini, tanto più in momenti di conflitto.

Ecco allora un esempio molto pratico che chiarirà questo concetto. Poco sopra ti ho parlato del piccolo villaggio di Maalula, famoso per ospitare una numerosa comunità che parla ancora l’aramaico. Bene, Bashar Al-Assad ha partecipato più volte alle liturgie cristiane, anche dopo lo scoppio del conflitto.

Quali sono le principali tradizioni siriane a Pasqua?

Riti religiosi, usanze culinarie e abitudini sociali sono sempre inscindibili. Vediamo adesso le tradizioni siriane più importanti legate alla Pasqua, a cominciare da quelle liturgiche.

  • Domenica delle Palme: anche in Siria i cristiani celebrano questa domenica. Tra le processioni più famose ci sono quelle che si svolgevano ad Aleppo e, in particolare, quelle della comunità armena.
  • Giovedì Santo: celebre è la lavanda dei piedi del patriarca greco-ortodosso a Damasco. Nella capitale, infatti, la comunità greco-ortodossa è sempre stata numerosa.
  • Venerdì Santo. Sono molto suggestivi i ritrovi e le vie crucis di due antichi villaggi cristiani: Maaloula, dove ancora si conserva la lingua aramaica (quella parlata da Gesù) e Sednaya, a nord di Damasco.
  • Sabato Santo: nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, migliaia di fedeli si accalcano per assistere alla Veglia Pasquale, un evento di grande emozione e spiritualità.

Tradizioni siriane in cucina: i piatti più famosi a Pasqua.

Uova, agnello e dolci: la tavola pasquale in Siria è decisamente simile a quella italiana. E anche qui ogni piatto viene preparato con cura insieme a tutta la famiglia, a cominciare dai giorni che precedono la festa. Le uova vengono colorate servite colorate e in particolare di rosso, a simboleggiare il sangue di Cristo. Mentre l’agnello viene cucinato in vari modi: cotto in brodo e servito con riso, piselli e frutta secca per esempio, oppure all’interno del kebbe, polpette ovali di bulgur, carne e noci immerse in una salsa a base di curcuma e yogurt.

A cena in un appartamento di Damasco
A cena in un giorno di festa, in un appartamento di Damasco – Copyright @teresapotenza

Anche i dolci sono molto ricchi. Uno dei più famosi, che ritroviamo in quasi tutte le occasioni importanti, è il maamoul, biscotti ripieni di datteri o noci, dalla forma rotonda e decorati con stampi oppure a mano.

Il knafe è un altro tipico dolce mediorientale, molto famoso a Damasco, che si prepara soprattutto in occasioni speciali – e la Pasqua è una di queste. Qui, una pasta a fili sottili viene farcita di formaggio e inondata di zucchero liquido. E alla fine, il tutto viene arricchito da una spolverata di pistacchi tritati.

Se vuoi saperne di più sulle tradizioni siriane in cucina, puoi andare al mio articolo “Cucina siriana: tradizioni e usanze in Siria“. E se vuoi andare anche alla scoperta delle bevande nazionali (con qualche sorpresa!), trovi tutto qui: “Che cosa si beve in Siria? Dall’arak al tè, fra riti e tradizioni“.

Tradizioni siriane a Pasqua: e oggi?

Come dicevamo all’inizio, mantenere vive le celebrazioni, seppur in maniera molto più intima, ha assunto un significato che travalica la religione, da quando è scoppiata il conflitto civile. all’insegna della resilienza ma anche come occasione per ribadire l’orgoglio per la propria cultura e il proprio Paese. Quest’anno, però, la situazione è ancora diversa, a causa della guerra a Gaza.

In solidarietà con quanto sta succedendo e per rispettare le oltre 30.000 persone morte nei primi cinque mesi di conflitto proprio nella terra di Gesù, molte chiese hanno deciso di limitare ulteriormente le celebrazioni e di limitarle alle messe, senza processioni e canti nelle strade. Una decisione in linea con quanto già successo a Natale, quando anche a Damasco sono state evitare luci, decorazioni e alberi di Natale in grande stile (che si vedevano invece in passato).

Tu conoscevi queste tradizioni? Raccontami la tua esperienza oppure dimmi quali sono le tue curiosità nei commenti.

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