Le immagini di Taylor Swift, le teorie complottistiche dietro al tentativo di assassinio di Donal Trump e il missile esploso sopra il Pentagono: i deepfake ormai dilagano sul web, così tanto che forse rischiamo di passare oltre quando ne sentiamo parlare. Ma che cosa succederebbe se, fin dall\’inizio, avessimo a disposizione gli strumenti giusti per verificare la correttezza di quelle affermazioni e facessimo subito fact checking con l\’IA? Se, insomma, considerassimo l\’IA come una macchina che smaschera le manipolazioni – non solo come una fucina di fake news? Cambiare prospettiva può aiutarci a tutelare la nostra esperienza online. Tenendo però sempre bene a mente che la supervisione umana è imprescindibile.

L\’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui consumiamo e produciamo informazioni, ma anche il modo in cui le verifichiamo. L\’IA è in grado di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale e di identificare pattern, anomalie e contraddizioni che sfuggirebbero all\’occhio umano. E così i giornalisti possono avere più tempo per effettuare i controlli finali, perché la macchina non può (ancora) sostituire il nostro controllo. In questo articolo vediamo che cosa significhi fare fact checking con l\’intelligenza artificiale in modo etico e troverai:


Ciao! Sono Teresa, sono una giornalista professionista e supporto i freelance nei loro progetti editoriali e nell\’uso etico dell\’intelligenza artificiale generativa, attraverso consulenze, mentoring e corsi. Ho vissuto a Damasco prima e durante l\’inizio della guerra civile – che ho raccontato nel podcast “Ponti Invisibili“. Nel 2024 il mio podcast “Merce di Scambio“, una indagine giornalistica sulla compravendita di organi, ha vinto il premio Pod24 come miglior podcast indipendente di reportage e inchiesta del Sole 24Ore.

Faccio parte del Constructive Network e anche di JournalismAI, la rete di giornalisti che usano l\’IA in modo etico sostenuta dalla London School of Economics. Qui scopri come possiamo lavorare insieme.

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Perché il fact checking con l\’IA è importante?

Nell\’era della post-verità e disinformazione, in cui le notizie false corrono più veloci della luce, il giornalismo ha un bisogno più che mai urgente di strumenti affidabili per verificare l\’accuratezza delle informazioni. L\’intelligenza artificiale offre una soluzione potente, perché permette ai giornalisti di:

Come funziona il fact checking con l\’IA?

Il processo di verifica con l\’IA si basa su una combinazione di tecniche avanzate, tra cui:

Fare fact checking con l\'IA nelle immagini
Foto reale o artificiale? Dimmelo nei commenti!

Il fact checking con l\’IA: passiamo alla pratica

L\’intelligenza artificiale offre una serie di strumenti potenti per verificare le informazioni, ma è fondamentale utilizzarli in modo corretto e integrarli con le competenze giornalistiche tradizionali. Ecco una guida pratica per implementare l\’IA nel tuo flusso di lavoro.

1. Identifica la notizia da verificare

Dopo aver individuato la notizia, puoi usare diversi strumenti per monitorarne la diffusione. Molto efficaci sono i tool di social listening, per individuare le notizie virali e le tendenze emergenti, ma sono anche importanti le segnalazioni che arrivano dal pubblico: ti suggerisco di incoraggiare sempre i tuoi lettori o ascoltatori a segnalare le notizie sospette o potenzialmente false.

2. Analizza con l\’IA

I chatbot possono aiutarti a identificare le contraddizioni logiche e le incongruenze all\’interno del testo. Usali anche per confrontare le informazioni estratte con i database di fatti noti e verificati. Se stai analizzando un\’immagine, la ricerca inversa è uno step essenziale del tuo lavoro. Gli strumenti di ricerca inversa ti aiutano a verificare l\’origine delle immagini e a identificare eventuali manipolazioni.

3. Approfondisci con le fonti primarie

Non dimenticare mai di contattare le fonti primarie, se ti è possibile raggiungerle. In questo modo otterrai una conferma o una smentita delle informazioni e dipanerai ogni dubbio.

4. Collabora…con la macchina

L\’intelligenza artificiale deve integrarsi al tuo lavoro di giornalista e supportarti, ma sta poi a te valutare i risultati elaborati e prendere le decisioni finali. In questa fase ti possono tornare utili le checklist: crea le tue checklist personali, per esempio con una serie di domande da porti durante il processo di verifica, per garantire un\’analisi completa e approfondita.

5. Comunica i risultati

Spiega in modo chiaro e senza timori tutto il tuo processo di verifica e le fonti che hai usato. Puoi farlo anche attraverso grafici, infografiche e altre visualizzazioni, per rendere i risultati più accessibili e comprensibili.

Sfide tecniche nell\’utilizzo dell\’IA per il fact-checking

L\’IA, nonostante i suoi progressi, presenta ancora molte sfide tecniche che possono influenzare l\’accuratezza delle sue analisi ed è per questo che nessuna redazione giornalistica e nessun professionista (eticamente responsabile) fa affidamento sugli algoritmi di intelligenza artificiale per verificare le informazioni.

I motivi sono diversi ma il più importante è forse quello insito nella natura stessa dell\’IA: l\’interpretazione del linguaggio naturale è qualcosa di estremamente complesso, soprattutto quando ci sono ironia, sarcasmo o frasi ambigue. L\’IA può quindi fraintendere il significato di un\’affermazione, portando a conclusioni errate. Capire il contesto di un\’affermazione è fondamentale per valutarne la veridicità. L\’IA può avere difficoltà a cogliere le sfumature e le implicazioni di un\’informazione fuori dal suo contesto originale.

E poi non dimentichiamo che i creatori di fake news sono sempre più sofisticati e utilizzano tecniche sempre più avanzate per rendere le loro creazioni più credibili. L\’IA deve essere costantemente aggiornata per far fronte a queste nuove minacce.

Manifestanti in strada - fact checking
Pic by Mika Baumeister via @unsplash

Questioni etiche nell\’utilizzo dell\’IA per il fact checking

Usare l\’IA per fare fact checking significa anche gestire questioni etiche importanti. A cominciare dalla privacy, poiché quando si raccolgono e analizzano grandi quantità di dati personali è necessario garantire anche che i dati vengano utilizzati in modo etico e nel rispetto delle normative sulla sicurezza dei dati.

C\’è poi il tema della responsabilità: se contiamo soltanto sull\’intelligenza artificiale, in caso di errori chi è responsabile? Lo sviluppatore dell\’algoritmo, l\’azienda che lo utilizza o il giornalista che si è affidato ai suoi risultati senza verificare?

Il futuro del fact-checking con l\’IA

Nonostante le sfide, nel futuro del fact checking c\’è inevitabilmente l\’intelligenza artificiale. Ecco alcune delle tendenze emergenti:

Tecniche di fact checking a confronto

CaratteristicaFact checking con IAFact checking umano
VelocitàMolto rapida, analisi di grandi quantità di dati in tempo realePiù lenta, richiede un\’analisi approfondita di ogni singolo elemento
ScalabilitàPuò gestire un volume elevato di informazioniLimitata dalla capacità umana di elaborare informazioni
OggettivitàPuò essere influenzata dai pregiudizi dell\’algoritmo, derivati dai dati umaniPuò essere influenzata dai pregiudizi del giornalista
CoperturaAmpia gamma di fonti e formati (testo, immagini, video)Limitata dalle risorse disponibili
CostoPuò richiedere investimenti significativi per gli strumenti usatiCosto del lavoro giornalistico
PrecisioneDipende dalla qualità dei dati di addestramento e dalla complessità dell\’algoritmoDipende dall\’esperienza e dalle competenze del giornalista
FlessibilitàPuò essere adattato a diversi tipi di contenuti e contestiRichiede una maggiore adattabilità da parte del giornalista
TrasparenzaPuò essere difficile comprendere il ragionamento dietro le decisioni dell\’IAIl processo decisionale è più trasparente
SfideLinguaggio naturale complesso, contesto, bias degli algoritmi, evoluzione delle tecniche di disinformazioneLimitazioni cognitive umane, tempo a disposizione, risorse economiche
Tabella elaborata con una IA


Come puoi tutelarti tu, ogni giorno?

L\’unico vero modo per non cadere nelle trappole della disinformazione e non essere manipolati è…formarsi. Proprio così: la diffusione delle fake news e la crescente complessità delle informazioni manipolate richiedono una formazione costante, sia per chi fa informazione, sia per chi la fruisce – per ognuno di noi, insomma. Ecco alcune aree chiave su cui puoi focalizzarti.

Se sei giornalista

Sono tre le aree su cui ti consiglio di lavorare: competenze digitali, lettura critica e deontologia professionale. È fondamentale, per chi fa il nostro mestiere, restare costantemente aggiornati. Per esempio, dobbiamo imparare a usare in modo efficace ed etico gli strumenti di IA per il fact checking, come quelli di analisi del linguaggio naturale, di verifica delle immagini e di ricerca inversa. Ma dobbiamo anche allenarci a raccogliere, analizzare e visualizzare grandi quantità di dati per individuare trend e correlazioni – con l\’aiuto dei chatbot giusti.

Un altro tema cruciale è quello dei bias dell\’IA, oltre che i nostri. Impariamo a riconoscerli dentro di noi e poi nelle macchine, per essere in grado di capire se un articolo, un podcast o un video ha l\’obiettivo di manipolare la percezione della realtà.

E infine, ricordiamo che la disinformazione porta con sé segnali distintivi. come titoli sensazionalistici, fonti non affidabili, linguaggio emotivo e uso di immagini fuori contesto.

E per tutti…

Alleniamo il nostro spiritico critico. Cerchiamo di valutare le informazioni che troviamo online, per esempio ponendoci domande come: chi ha pubblicato questa notizia? Quali sono le sue fonti? Vale la pena condividerla o meglio passare oltre?

Alleniamoci anche a leggere la stessa notizia su più siti: non è necessario trascorrere ore per informarsi, basta confrontare almeno due o tre fonti diverse. Con il tempo diventerà una sana dieta…informativa!

E poi ricordiamoci che ci sono corsi specifici, accessibili anche ai non addetti ai lavori: una formazione di un\’ora sulle tecniche di fact checking più semplice è utile per tutti.

Se hai domande, curiosità o anche informazioni che vuoi condividere su questo argomento, scrivi pure nei commenti, così potremo confrontarci.

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